Nella testa tanti gomitoli e nelle mani una copertina

A volte non ho nulla da raccontare, perchè non è successo niente di particolare, o tutto mi è apparso banale, scontato, solito. In realtà, quando non scrivo è perchè c’è stata una giornata NO. Ma qui il No non è equivalente ad arrabbiatura, melanconia, difficoltà di vario genere: queste cose sono il sale della vita, come i momenti belli ne sono lo zucchero! La alternanza tra attimi negativi ed attimi positivi è in fondo una costante nell’arco delle 24 ore: dal mattino alla sera, persino la notte mentre si dorme, è una continua altalena tra “ Che bello! Oh no, che brutto!”. Rinuncio ad ogni originalità e mi rifugio nel banale: non c’è arcobaleno senza la pioggia! Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente, ma potrei continuare con altre mille citazione ed infilare un rosario delle ovvietà in tema, tutte del medesimo tenore e tutte sicuramente altrettanto vere e saggio. Quando non scrivo, non ho la mia storiella, la mia osservazione, dipende solo dalla mia mente, che si è chiusa in se stessa e rifugge dall’osservare, valutare, sorridere o piangere. E si sa,(credo che la citazione sia di Albert Einstain), la mente è come un paracadute, funziona solo quando è aperta! Quando sono in giornata “ con la testa in stand-by”, mi rifugio nel lavoro manuale : vado in cucina e accendo i fornelli, o metto mano alle mie raccolte di ricette e le ordino per un’ennesima volta o…lavoro a maglia, all’uncinetto o ai ferri, secondo la passione del momento. E piano piano mi rivesglio, non dico che si apre un paracadute, è più facile che si apra un ombrello alla Mary Poppins, ma  la giornata NO si avvia al suo termine.  Così oggi, che non ho avuto tempo per creare la mia ricetta, e, nemmeno, per essere attenta a che anche una minima riflessione affiorasse nella mia testa e si trasformasse nelle mie consuete circa 300 parole, per riempire la mia pagina web, metto in mostra questa piccola coperta che ho terminato alcuni giorni fa ed è pronta per essere donata ad un bambino, non so ancora se maschio o femmina.Insomma, metto nel post le mie giornate NO

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Sono molto soddisfatta da questo lavoro, che mi ha rilassata e divertita. Ho seguito la tecnica del  Log Cabin, la Capanna di tronchi di legno che i primi pionieri americani costruivano nei loro insediamenti. Infatti, ogni riga, di colore diverso è come un tronco che si innesta su quello precedente e fa da base a quello successivo. I colori, di solito nel  Log Cabin non sono più di 4 e si alternano tra di loro, ma io ho ne ho usato di più per accontentare la futura mamma, che mi ha chiesto una copertina multicolore. Però a pensarci, se la mente fosse come il cestino delle lane? I gomitoli sono lì, in attesa dell’uncinetto ed anche i pensieri sono lì, in attesa delle sinapsi! Ecco è tutto: post, storia e foto ed a presto ! Per chi vuole sapere come si fa aggiungo il link  ( cliccando sopra si va su un sito di lavori femminili ben fatto)

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