Ad ogni Cesare la sua insalata !

Ieri ho rischiato di annegare durante 20 minuti di nubifragio che si è abbattuto sulla città e su me, che ero per strada, senza ombrello e senza possibilità di rifugiarmi dentro un portone, sotto un balcone sporgente, in una bottega! Non ero in una area disabitata, ero nel centro storico, dalle parti del Cassaro,  persa in dedalo di vicoletti, che dopo dieci minuti di pioggia si sono trasformati in allegri ruscelli, alimentati da vivaci cascatelle,provenienti dal bordo dei marciapiede; l’acqua, ogni tanto, deviava e  si  tuffava in ribollenti laghetti, quando il manto stradale lo permetteva, grazie ad una buca, un passo carrabile, un tombino intasato, una conca nell’asfalto. In mezzo a questa scena apocalittica, c’ero io, i capelli appena tagliati dalla mia dolcissima parrucchiera, con, ai piedi le scarpe dalla suola più liscia e scivolosa che mai l’industria calzaturiera abbia mai fatto… naturalmente, ho pattinato fino ad esibirmi nella più splendida ed acrobatica spaccata su “ balata” che sia stata mai vista ! Ma è possibile che basta così poco per rendere questa città il paradiso degli ortopedici, il luogo dove tutti gli specialisti in ossa vorrebbero trasferirsi? A casa, stavo per continuare a rimunginare sullo stato pietoso di questa mia amata-odiata città, ad avvolgermi nel pessimismo cronico-rabbioso, che spesso assale i Palermitani, a rifare la conta delle cose belle e delle cose brutte ed a constatare come il risultato non è in pareggio e la bilancia dei no pesa di più di quella dei sì. E poi…mi sono messa a ridere: è stata solo una giornata no, che è finita bene. Sono caduta, mi sono rialzata, un poco acciaccata, ma tutta intera, trasformare in un dramma uno scivolone è effettivamente fuor di luogo. E così ho fatto pace con Palermo: ho capito che sarà sempre una città trasformista, desertica e alluvionale, sporcata dal caldo, pulita dalla pioggia, ribelle e statica, mutevole e sempre eguale, padrona di se stessa, un dominio, non controllato dagli uomini che l’hanno creata, indifferente agli insulti ed agli elogi: una vera regina, come Cleopatra, di cui si dice che fosse di una bellezza non convenzionale, ma di un fascino irresistibile! Ieri, ho accettato che la mia regina sia così, ma vorrei tanto che si trovasse un Re che la mettesse un poco in ordine, le comprasse nuovi vestiti, le rifacesse la corona e la mantenesse al meglio: vorrei per lei un Cesare, devoto, onesto e con un esercito di combattenti e servitori leali! Aspettando, mi accontento di rifare un mio classico piatto unico, la Caeser Salad, che realizzo in una versione leggermente modificata rispetto la classica, con qualche aroma in più .

Ingredienti : due petti di pollo, olio, rametti di rosmarino fresco, parmigiano in scaglie a piacere, una decina di olive nere, un cucchaio di cipolla essicata, due cucchiai di maionese e due di yogurt, due di parmigiano grattugiato,  un cucchiaio di aceto o di succo di limone , una insalata romana , una manciata di noci o di altri frutti oleosi ( io ho usato gli anacardi)

Preparazione : in un piatto fondo, lasciare marinare una decina di minuti i petti di pollo con un filo di olio ed i rametti di rosmarino.IMG_1727

Nel frattempo, con l’affetta tartufi ricavare le scaglie di parmigiano da un fetta di formaggio.IMG_1728_2

Porre sulla piastra calda le due fettine di pollo e lasciarle cuocere fino a doratura. Quindi tagliarlo a pezzetti e lasciarlo raffreddare.IMG_1730

In una grande ciotola sistemare la lattuga lavata e spezzettata, unire la cipolla essicata, le olive .IMG_1729

In una ciotola, mettere due cucchiai di maionese con due di yogurt, due cucchiai di parmigiano, sale, pepe, diluire con limone o aceto e amalgamare bene il tutto.  Ecco l’insalata è pronta: mettere nella ciotola il pollo, i semi, e portare in tavola, con la salsa, di cui ciascuno si servirà a piacere. Buon appetito !IMG_1733

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