Salsicce, piselli al podomoro: un piatto mitico!

Prima, fino a circa un mese fa, andavo tutti i giorni, e più volte al giorno, al Parco del Cinquantenario, vicino casa; la mattina o la sera andava a farmi la corsetta, due oltre, una di mattina e una di pomeriggio, c’era la passeggiata con Pupo, e secondo le giornate, se soleggiate o meno, ci scappava una terza camminata con la carrozzina; infine, spesso, mi sedevo su una panchina a guardare il tramonto, oppure nelle mattine libere, me ne andavo lì per leggere. Il tutto senza orario fissi, ma a caso, secondo ritmi non costanti. Ora, invece, corro di meno, a giorni alterni, Pupo va all’asilo ed il pomeriggio andiamo al Parco vicino casa sua, anzi per ora non ci andiamo proprio visto che sono due settimane che un giorno ha la febbre e l’altro la tosse. E così non potrò fregiarmi del titolo di ” Figura Mitica Del Parco”. Cos’è la figura mitica ? E’ un gioco che mi sono inventata ed ho condiviso con gli amici, naturalmente mentre ero a Palermo. Consiste nell’individuare una persona, uomo o donna, che a qualsiasi giorno della settimana, a qualsiasi ora, anche se preferibilmente durante quelle d’ufficio, incontri in un determinato luogo della città. Faccio l’esempio: la mia figura mitica era un distinto signore, dall’aria un po’ da ” guardami sono bello”, che vedevo sempre in via Ruggero Settimo; potevo incontrarlo sul marciapiede, al grande magazzino, lo vedevo seduto al bar, all’edicola, dal libraio, a tutte le ore, comprese tra le 8 e le 18 per lo più. Considerando che la mia passeggiata nella via principale della città non era né frequente, né tanto meno abitudinaria negli orari, restavo sempre sbalordita del fatto che lo incontravo sempre, lì , in quel posto, con il passo svagato, l’occhio perso verso l’orizzonte a vagare e certe volte a dragare la strada, per intrattenere conoscenti incontrati per caso in saluti e conversazioni. Dato poi, che una volta, l’ho visto al lavoro, dietro una scrivania in un ufficio, mi sono sempre chiesta come facesse a svignarsela così frequentemente. l’ho insignito del titolo di Figura Mitica quando ho condiviso le mie osservazioni con un mio amico, che l’aveva notato anche lui, con la mia stessa curiosità. In quel momento, abbiamo cominciato il gioco, individuando altri aspiranti al titolo, tra i quali noi stessi, visto che siamo stati costretti ad incrementare la nostra frequenza in strada per procedere agli avvistamenti!  A questo sconosciuto, che ha reso più divertenti le mie incursioni in centro città, dedico un piatto di piselli al sugo, che appartengono alla tradizione della mia famiglia. Per la verità mia zia cucinava così le taccole, in dialetto chiamate fasola-pasta, non i piselli ” mangiatutto”, ma qui questo ho trovato e l’effetto richiama molto la ricetta che mi è stata tramandata. La verdura, nella presentazione, accompagna delle salsicce di agnello, che compro dal macellaio arabo e che sono naturalmente ben piccanti!

IMG_0137Ingredienti: per otto piccole salsicce: 250 di piselli, una scatola di pomodorini da gr. 250 sgocciolati, aglio, olio,  sale e peperoncino, un mazzetto di prezzemolo tritato.

Preparazione: Mettere due o tre spicchi d’aglio in un ampio tegame con due cucchiai di olio e farli dorare; togliere l’aglio, aggiungere i pomodorini senza liquido di conservazione, e schiacciarli con una forchetta, fare insaporire per due o tre minuti; quindi mettere in tegame la verdura, aggiustare di sale e peperoncino secondo il gusto e lasciare andare, a fuoco medio, per 15 0 20 minuti, finchè i piselli sono cotti, ma croccanti. Spargere sopra il prezzemolo tritato e servire con le salsicce, cotte in padella o al grill.

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