Merluzzo alla livornese
15 marzo 2013Anna Felice3 minuti di lettura

Lunedì pomeriggio ha cominciato a nevicare ed ha terminato il pomeriggio del martedì. In pratica 15 centimetri di neve che sono diventati 15 cm di moquette bianca sulla città. Brussels, naturalmente, non è andata in tilt: i bus hanno circolato regolarmente, la gente è uscita di casa ed è andata a lavorare come tutti i giorni, le scuole, anche se si è arrivati a meno 11 la notte, meno 8 il giorno, non sono state chiuse, persino il ritiro immondizia non ha subito ritardi. Insomma nient panico "siamo Belgi e ci siamo abituati". Loro ma non io, che la neve l'ho vista solo in montagna! Quindi per farla breve, io sono andata in tilt: già a cominciare dalla mattina, quando ho affrontato la nevicata e mi sono inzuppata i pantaloni, per capillarità, dall'orlo in su, dato che, scelleratamente, ne avevo messo un paio a zampa di elefante, così da dar modo al nevischio di appiccicarsi voluttuosamente. Poi, non contenta, alle due del pomeriggio, stufa di una mattinata a casa, con Pupo, ho deciso di uscire con la carrozzina, che però si è impantanata dopo qualche metro e così rientrare a casa mi è sembrata la ritirata di Napoleone in Russia. Basta, mi sono detta, sei siciliana e queste cose non le puoi fare. Ma la sera, spavaldamente, e tutta inzaccherata com'ero, dopo i disastri della giornata, ho preso la Metro e via al concerto: figurarsi se rinunciavo a Ludovico Enaudi, dopo che era stato un miracolo trovare il biglietto. E così, mi sono estasiata, dato che l'esibizione è stata bellissima, e mi sono sentita tanto, tanto " evoluta": niente sindrome da nata al sud, anzi il mio motto è niente mi ferma! Naturalmente, non è vero: tra la neve, il freddo, il tempo dedicato a Pupo, a casa sua, anziché nella mia, non ho cucinato per due giorni, facendo fuori solo insalata, uova e frutta. Ora la neve si alterna al sole, la temperatura è meno sei, ed io quasi quasi mi sto abituando. Quindi sono uscita a fare la spesa e ho cucinato merluzzo alla livornese. Qui il merluzzo lo trovi a filettoni enormi, che poi devi tagliare in pezzi e più che al pesce fresco assomiglia al baccalà dissalato. Ma è buono ed è molto nordico, quindi in linea con queste giornate di neve e freddo. Per questa preparazione, che ha molte versioni, come tutte le ricette tradizionali, seguo le indicazioni di Fabio Picchi, grande chef del ristorante Cibreo, di cui ho letto una volta in suo libro. Naturalmente, ho fatto delle variazioni, come sempre, in relazione agli ingredienti ed aromi che ho qui, e spero di non avere oltraggiato la sua splendida cucina.In ogni caso, l'ho preparata con molto amore e riconoscenza per le belle pagine di ricordi e considerazioni che nei libri di Picchi accompagnano le ricette.
Ingredienti: per 4 persone gr. 600 di merluzzo, un grosso mazzo di prezzemolo, tre spicchi di aglio sbucciati, un peperoncino fresco, zafferano, olio evo, 100 gr di concentrato di pomodoro, sale e origano.
Preparazione: mettere nel mixer il prezzemolo, l'aglio e peperoncino e frullare il tutto, aiutandosi con un po' di olio. Scaldare un grande tegame con un cucchiaio abbondante di olio e versare quanto frullato; fare cuocere qualche minuto, rimestando e aggiungere il concentrato sciolto in un bicchiere di acqua calda, lo zafferano e il sale ; far prendere il bollore, mettere il pesce in pezzi nella padella e lasciare cuocere per 10-20 minuti fino a che il pezzi sono cotti, girandoli una o due volte. Servire caldo. Il sugo è abbondante e si presta a condire un riso a vapore. Ottima anche l'idea di tostare del pane per accompagnamento.
Ingredienti citati