Cotolette di agnello marinate con la loro insalata di cavolo rosso
13 marzo 2013Anna Felice3 minuti di lettura

Cambio di impostazione: prima la ricetta, poi la storia, che è frutto di momenti di impazienza, non proprio zen e perciò un po' me ne vergogno......
Preparazione : Tagliare finemente una cipolla rossa ; mettere le cotolettine di agnello in un piatto fondo, cospargere con un cucchiaio di curcuma in polvere, 4 cucchiai di olio evo, un po' di sale e pepe, la cipolla e coprite il tutto con 2 cucchiai di prezzemolo tritato; lasciare marinare mezz'ora, girando le fettine una volta dopo 15 minuti. Nel frattempo, per l'insalata, lavate un cavolo cappuccio rosso di circa 500 gr, separate le foglie ed eliminate, se necessario, le coste centrali. Disponetelo in un cestello per la cottura a vapore. Cospargetelo con una cipolla bianca, tagliata a fettine e fatelo scottare per 10 minuti scarsi, finché diventa leggermente appassito, ma ancora croccante. Trasferite la verdura in un'insalatiera ed aggiungere 250 g di ravanello bianco o altra verdura tipo finocchi, e 2 carote, il tutto grattugiato o tagliato fine, sale, pepe, 2 cucchiai di aceto di mele, 4 cucchiai di olio di oliva extra vergine, un cucchiaio di uvetta tipo Corinto, 2 cucchiai di noci tritate e rimescolate il tutto. Trascorso il tempo di marinatura della carne, in una padella fare riscaldare un po' di olio, mettere la carne e cuocere le cotolette, al punto di cottura preferito.
Ora le le mie riflessioni, che ho raccolto, mentre ero al negozio bio, in coda, alla cassa, per pagare tutti gli ingredienti utilizzati per questo piatto. Tanto il tempo che ho aspettato che ho cominciato ad elaborare una sorta di vademecum per il cliente di empori di cibo naturale, dato che il cassiere per smaltire sei persone avanti a me ci ha messo 30-35 minuti. Ecco il mio breve elenco e ciò vale sia in Belgio come in Italia: 1. Si parla solo sottovoce; 2. Si fanno domande sui prodotti solo se non ovvie, altrimenti il commesso si infastidisce ( n.b. è il commesso che decide quale sia la domanda ovvia); 3. Ci si rassegna all'idea di non riuscire a scoprire a che serve quella polverina grigia dal nome giapponese; 4. Si sa in anticipo che certi prodotti, una volta a casa, non verranno mai usati o peggio non ci piaceranno, ma, sempre quel commesso, in un momento di grazia, ci ha convinto che per la nostra salute, o meglio per la nostra futura magrezza, non ne potevamo fare a meno; 5. Si accetta l'idea che le operazioni di pesatura, quando non affidate al cliente, possono essere lunghe e laboriose o interrotte senza un apparente motivo; 6. Alla fine, senza una propria personale sporta della spesa, portata da casa, si acquista la borsa in canapa, con su scritto" io riciclo", ad un prezzo che a casa non confesseremo per non sentirci dire " ti riciclo io a te !". Ecco è arrivato il mio turno alla cassa, pago e me ne vado. Certo la roba che ho comprato è buona, ma se fossero stati più svelti, non avrei pensato tutte queste nefandezze che ho elencato. Però, perdonatemi, la colpa della mia ironia un po' acida è del commesso...
Ingredienti citati