Baba Ghanoush ed il viaggio in Libano

Quando mi piglia una “fissa”, non ho pace, tutto quello che faccio, leggo, e pure quello che, magari mi capita per caso, è orientato ad assecondare la passione del giorno o del mese o del momento. Per ora, mi incuriosisce il Libano. Per la verità, come gastronomia, non se si è capito, quella mediorientale mi è sempre piaciuta, e già ho pubblicato due o tre ricette che mostrano l’influenza di questa cucina su di me. Ma ora mi interessa capire come è questo Paese, e sinceramente mi piacerebbe visitarlo. Appena l’ho detto, si è scatenato l’apriti cielo  tra  amici e parenti, e non hanno torto! Come ci vai in Libano, non è un posto tranquillo, te ne vai in mezzo ai terroristi, ect.ect. E’ vero, non è un paese in pace, anche se una volta si diceva che era la Svizzera dell’Africa, ma la descrizione che ne ha fatto Gad Lerner, nel suo libro che ho appena letto, mi ha molto incuriosita. Già, però, come ci si va in Libano? Non mi è mai capitato di vedere dei depliants delle agenzie di viaggio, che offrono Beirut low cost, o il gran tour Libano, Palestina, Israele, e aggiunge uno dei miei,” magari con suggestivo scorazzamento nelle zone di confine o visita ai campi degli Hezbollah,  e piccolo combattimento sul confine con Israele!” Prendo l’ironia come una manifestazione di affetto e ci passo sopra ed intanto mi informo sulla situazione, che è effettivamente pessima, dal profilo della sicurezza. Eppure, ho conosciuto una persona, un mio ex collega, che andava in Libano, quasi tutti gli anni, in un modo romanticissimo e pittoresco, da viaggiatore e non da turista. Lui prendeva, a Civitavecchia, un passaggio su una nave cargo per Beirut e poi, una volta sbarcato, si faceva i suoi giri. E per la lingua come fai? gli ho chiesto e lui” parlo in greco moderno e mi capiscono, perché il Libano è il grande Levante, una miscela di molte culture”. Ed io che pensavo che questo collega fosse un sedentario padre di famiglia: mai giudicare e ,comunque, che fascino  sto’ Libano, tanto da spingere all’avventura un attempato ultrasessantenne! Per intanto, ultima sera a Brussels, domani si vola: quindi serata al ristorante libanese, mi devo accontentare e sperare.. la foto in testa fa vedere un piccolo antipasto, servito in terrazza con il sole che batte sul tavolo: ma non è mezzogiorno, la foto è stata scattata alle nove di sera! Qui, la luce si mantiene vivida fino alla 22, 30 e stare fuori, ora che il tempo sembra volgere al bello stabile è un piacere immenso. Guardo il cielo, è azzurrissimo e dico : ma anche qui, però, non è male, sembra un cielo mediterraneo ed ordino un Baba Ghanoush, subito divorato. Però ora lo rifacciamo, secondo la versione che mi è stata proposta, anche se di Baba Ganoush esistono molteplici varianti, sempre eccellenti, diffuse nel mondo arabo ed anche in India.

Ingredienti: una melanzana grande, mezza cipolla, un peperone rosso ed un cetriolo, pasta di sesamo, detta anche tahine, limone, prezzemolo, sale, origano e spezie piccanti o peperoncino, olio.

IMG_0422, semi di sesamo.

Si comincia: tagliare a metà la melanzana, fare sulla superficie bianca dei tagli in diagonale, cospargere di spezie piccanti e di un filo d’olio IMG_0410e cuocerla sotto il grill del forno, per circa 10, 15 minuti, fino a che la polpa si staccherà dal guscio nero. La foto riprende i due gusci prima della cottura, che può essere fatta anche in forno a micronde, avvolgendo le due metà in carta forno e ponendole su piatto, come ho fatto io. Una volta cotte, staccare la polpa, aiutandosi con un cucchiaio, e metterla in una ciotola a raffreddare. Aggiungere alla polpa abbondante prezzemolo tritato

Nel frattempo, procedere al taglio della cipolla, del peperone e del cetriolo,
da ridurre in dadi piuttosto piccoli e cioè così :
IMG_0426

Miscelare le verdure e condire con due cucchiai di crema di tahine, diluita con il succo di un limone, poco sale e molto origano.IMG_0428

Lasciare la insalata in frigo per un’oretta almeno e servirla fredda cosparsa di  semi di sesamo e decorata a piacere; è un eccellente antipasto. IMG_0433

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