Medaglioni di pasta fritta con quello che c’è

Ho pubblicato 451 post in 5 anni, alcune preparazioni sono  appartenenti al  ” patrimonio culinario di famiglia”, altre sono nate dalla mia curiosità, dalla mia voglia di scoprire nuovi ingredienti, nuovi metodi di cottura e nuovi sapori.  Oggi propongo una ricetta che appartiene alla cosiddetta cucina di recupero o cucina degli avanzi . Utilizzare quello che c’è, non sprecare niente, non buttare è il nuovo trend in cucina, ma non è una cucina minore, al contrario, è una cucina ricca di sapori deliziosi e sfiziosi . Ho preparato dei piccoli medaglioni di pasta fritta, che all’interno contengono un gustoso quanto semplice ripieno. Mi sono ispirata ad una ricetta napoletana che utilizza quel che resta di un piatto di pasta e lo trasforma in un raffinato boccone, da gustare velocemente come street food o semplicemente come antipasto.  Da provare …

Ingredienti : per 6 piccoli medaglioni : gr 80 di pasta , 50 gr di speck, una manciata di piselli surgelati, circa 50 gr, farina due cucchiai grendi, gr.6 di burro, latte , noce moscata, olio, uno o due bianchi di uovo e pangrattato

IMG_2788

Preparazione :

In una pentola di acqua salata bollente cuocere la pasta, seguendo le istruzioni del produttore . Scolarla e metterla a raffreddare in una ciotola, irrorata con un filo di olio .In una padellina sciogliere il burro, aggiungere due cucchiai di farina, mescolando in continuazione ed aggiungere a filo il latte, sempre mescolando, fino a ottenere una salsa densa. Aggiungere un pizzico di noce moscata e sale secondo il gusto. Mettere la besciamella in un ampia ciotola a raffreddare.

IMG_2792

In una padella rosolare uno spicchio di aglio, aggiungere i piselli,  già sbollentati in un acqua calda, e lo speck : rosolare in tutto per due o tre minuti.

IMG_2794

Riunire la pasta, spezzetta grossolamente, i piselli e la besciamella nella ciotola e impastare il tutto con le mani, in modo da amalgamare gli ingredienti.

IMG_2798

 

Quindi prelevare l’impasto e formare dei medaglioni,  passarli nel bianco d’uovo e poi nel pangrattato . Posarle su un vassoio ricoperto da carta forno e mettere in frigo a raffreddare per un’ora.

IMG_2799

IMG_2802

Trascorso il tempo, riscaldare in un tegame a bordi alti l’olio, immergere i medaglioni e lasciarli cuocere fino a doratura .

IMG_2805

Scolarli su carta da cucina e poi servire ” caldi caldi”

IMG_2807IMG_2811

 

Annunci

Pasta fritta: sapori e nostalgia

Sono giorni che sono raffreddata, afona, con la tosse: e grazie! Sono in balia di un tempo bizzarro, che passa dalla pioggia al sole, da 6 gradi a 20 di temperatura, dalla calma piatta al vento gelido dell’Atlantico, mi pare ovvio che uno si ammala! Per la verità non mi è venuta l’influenza, né la febbre, ma ho avuto questa paura ed insieme a quest’ansia si è presentato, anzi, insinuato dentro, un ricordo ” saporito”, quel profumo intenso che ha il parmigiano che lentamente, nella padella, si gratina ed avvolge, rendendoli croccanti, gli spaghetti che gli sono stati messo accanto, dopo essere stati sposati ad uova battute ed erbe aromatiche. Il sapore della pasta fritta, che a casa mia premiava la fine della malattia! Di certo non ho nostalgia delle noiosissime influenze, varicella, morbillo, che ti costringevano a letto, con febbroni da cavallo. Stavo tanto male che manco mi consolava il pensiero che perlomeno non ero andata a scuola! Nè posso rimpiangere la severa dieta ” bianca”, che ai miei tempi costituiva il regime alimentare da tenere in caso di febbre, e che significava assunzione di cibi sconditi, possibilmente liquidi, leggeri e, a dire di mia madre, perciò ” salutari”. Poi la febbre scompariva, l’esantema se ne andava e, dopo un periodo di prudente osservazione, di circa 48 ore, in cui pur stando bene era proibito alzarsi dal letto, appariva lei, la pasta fritta, rosolata al punto giusto. E’ stata il mio primo confort food! Naturalmente, non l’ho dimenticata ed anzi la frittata di spaghetti, che è nata nella tradizione siciliana per recuperare la pasta avanzata, è stata da me promossa a piatto ” intenzionale”, nel senso che ho iniziato a prepararla a bella posta, cuocendo della pasta in più, in modo da friggerla l’indomani. Ma non dirò che il sapore della mia infanzia non l’ho più ritrovato o che era insuperabile, o qualche altra espressione della paccottiglia nostalgica che di solito si snocciola quando si parla del passato: la sensazione di piacevolezza è  collegata, ora come allora, ad una specifica situazione. Nelle varie fasi della mia vita, la pasta fritta ha mantenuto un suo sapore di gioia, lo ha aveva allora, lo ha ora, perché, secondo me, un ricordo deve essere rivissuto, ricreato nel presente, essere fatto rinascere, nella nostra condizione attuale, quella del giorno in cui viviamo, e non nel rimpianto e nella mitizzazione del passato. Quindi, iniziamo a lavorare:

Lessare in abbondante acqua salata gr. 200 di spaghettini ( qui ho usato spaghetti di grano saraceno, gluten-free).  Nel frattempo, rosolare aglio, peperoncino, in una padella con tre cucchiai di olio.

IMG_0407

Quando la pasta è cotta, versarla in un capiente ciotola e condirla con l’olio profumato e lasciarla intiepidire.

In un’altra ciotola, sbattere 6 uova, unire  il pecorino, l’acciuga a pezzetti e la scorza grattugiata di un limone non trattato sale e pepe.IMG_0413

e unirvi gli spaghetti, miscelando bene IMG_0414

Riscaldare due cucchiai di olio in padella e fare friggere la pasta, ben livellata sulla superficie del tegame, a fuoco bassoIMG_0418

rivoltandola una volta, in modo che sia dorata da ambo i lati. Ed ecco la frittata di pasta appena cotta: IMG_0421