Zuppa autunnale di cavolo rosso e carote : quattro mani sono meglio di due !

Quella che presento oggi non è certo una ricetta complessa o difficile. E’ una zuppa composta da pochi ingredienti, verdure basic e latte vegetale.  La sua preparazione non è certo complessa  , occorre solo lavare  e mondare le verdure. La   cottura è veloce, non più di 20-25 minuti ed altrettanto sbrigativa è la presentazione a tavola del piatto.

Allora, perché è una zuppa a 4 mani? Perché, per la prima volta da quando posto sul sito, non ero da sola in cucina ! E’ venuta a trovarmi una amica e mi ha chiesto di partecipare alla preparazione di un piatto: la incuriosiva vedere come si prepara il set  per le foto, come si mettono in evidenza i vari passaggi,  insomma come si inizia e come inizia e come finisce tutto il procedimento che poi apparirà sul web. Ho detto subito di si, ma di certo la mia dispensa non ha fatto bella figura! Per lo più si pensa che i blogger  abbiano il frigo stracolmo e  gli armadietti della cucina intensamente popolati da ogni ben di dio. Non so gli altri, ma i miei non sono così. Preferisco comprare quello che mi serve ” giorno per giorni” , seguendo il mercato e la mia fantasia, in linea di massima mi sforzo di non stracaricarmi di provviste, dato che tenere in overdose i ripiani del frigo si traduce regolarmente in overdose della pattumiera!

Però qualcosa con quello che c’era siamo riuscite a cucinarla! Ma la cosa più bella non è stata tanto la zuppa ( che è risultata semplice e gustosa ) quanto il fatto di aver lavorato insieme, chiacchierato quasi incessantemente ed avere trovato nella mia compagna di cucina una bella intesa a 4 mani !

Ecco cosa abbiamo fatto insieme :

Ingredienti: per 4 porzioni di zucca: due carote grandi ( circa gr 200) , Cavolo cappuccio rosso gr.400, una cipolla ( g.120 ), olio di oliva, sale e pepe, sesamo bianco e sesamo nero, una confezione di latte vegetale come latte di riso o di farro non zuccherato ( io usato latte di mandorla non zuccherato)

IMG_2155_2Procedimento :

  1. Raschiare le carote e togliere le foglie esterne più dure del cavolo. Sbucciare la cipolla
  2. Tagliare in pezzi grossolani le carote , il cavolo e mezza cipolla. Tagliare la restante metà della cipolla in piccoli pezzi e metterla in un’ampia casseruola con un poco di acqua e un cucchiai di olio

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  3. Lasciare andare la cipolla finché è ben appassita e solo allora versare nel tegame le verdure e coprire con acqua o brodo ( anche di dado) .Lasciare cuocere in modo che le verdure sia morbide e l’acqua pressoché assorbita ( bastano 20 min di cottura
  4. Scolare le verdure, metterle in un recipiente capiente e frullare con il mini-pimer o un normale frullino, aggiungendo un altro cucchiai di olio e tanto latte di mandorla quanto necessario per avere una crema morbida e liscia IMG_2162
  5. in un padellino riscaldato vessare uno o due cucchiai di sesamo bianco e di sesamo nero e farli tostare leggermente. IMG_2165
  6. Pronto ! versare la zuppa nel piatto decorare con i semi e portare in tavola : naturalmente in compagnia a quattro palmenti IMG_2176
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Mousse di cioccolato e fragola : senza lattosio, senza uova e con molto gusto

5Questa ricetta nasce dalla ricerca di alimenti che siano privi di latte e uova. La motivazione non è dovuta ad una mia improvvisa conversione al più stretto regime vegano. Non rifiuto i cibi di derivazione animale, per la semplice ragione che a mio parere sono indispensabili  per assumere importanti nutrienti. La ragione per cui  ho sperimentato questa mousse golosa,  che si addensa miracolosamente senza uova ed ha un gusto egualmente  intenso , è diversa: il mio ultimo nipotino è intollerante al latte ed alle uova. La  mamma lo allatta e di conseguenza, non può assumere questi due alimenti.

Ma una vita senza golosità è davvero difficile, niente coccola meglio di qualcosa di  dolce Creare qualcosa di buono che sia ” senza” alla fine non è nè difficile nè complicato ed ecco quello che ho fatto

Ingredienti :  per 4 persone : 400 di latte di cocco, 65 di sciroppo di acero, 35 di semi di chia, 20 gr di cacao in polvere, possibilmente crudo, 1 cucchiaino o una bustina di vaniglia, 1 pezzetto piccolo di zenzero, un pizzico di sale, gr. 60 di fragole da condire con un cucchiaio di sciroppo di acero .

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Preparazione :

Frullare il latte di cocco con  65 gr. di sciroppo di acero, il cacao, la vaniglia, lo zenzero  grattugiato ( ne verrà circa una punta di un cucchiaino )

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Mettere il composto in una ciotola  , aggiungere ed i semi di chia ed un pizzico di sale, mescolare accuratamente , coprire e conservare la ciotola in frigo per almeno 4 ore ( o preparare la sera per la mattina )

Trascorso il tempo, che consente ai semi di chia di addensare la mousse, frullare le fragole con un cucchiaio di  sciroppo di acero in modo da avere una crema

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Distribuire il composto di fragole sul fondo di  bicchieri o  coppette, versare sopra il budino e decorare con cocco grattugiato e altra frutta ( io ho usato dei mirtilli) Conservare in frigo fino al momento di servire

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Peperoni e cipolle arrosto e condimento al tahini il super dressing mediorientale:

Il popolo belga  non smette mai di sorprendermi! O forse dovrei dire che io sono una siciliana in trasferta alle prese con usi e costumi diversi dai miei e quello che per i belgi è normale, per me è un modo di fare da “alieno”, un atteggiamento che che mi sciocca e mi stupisce. E non mi riferisco soltanto al fatto che qui la gente sale sull’autobus e viene salutata gentilmente dall’autista, o che se incroci  un passante sul tuo stesso marciapiede, subito parte un sorriso, o che nessuno, ma proprio nessuno, usa la bicicletta senza casco. Fin qui sono storie ordinarie, da Nord e ti possono capitare anche altrove, anche nella mia isola quando la gente dimentica di essere arrabbiata e decide di rilassarsi. Ma secondo me nessuno a Palermo e dintorni, lascerebbe intenzionalmente il suo zaino sulla panchina della fermata dell’autobus . E’ quello che ho visto ieri: arrivo e noto questi due  zaini  abbandonati. Mi sono detta che c’è gente molto più sbadata di me, ma dopo una decina di minuti sono arrivati i padroni, due rilassatissimi ragazzi, che si erano allontanati per farsi un  panino. In quel momento ho invidiato la loro assoluta fiducia nel prossimo: a Palermo di certo non lo avrei fatto, ma come si dice ogni paese ha le sue qualità e qui evidentemente la onestà la fa da padrona ! Ora tocca a me stupire: ultimi peperoni passati al forno con un dressing intenso ed aromatico.

Ingredienti : 8 piccoli peperoni, due cipolle, semi di finocchio, semi di cumino, timo, origano, olio, sale e pepe, una tazza di chicchi di melagrana, un rametto di menta, tahina, limone, yogurt bianco. 

Preparazione 

  1. Accendere il forno a 190 gradi
  2. Pulire i peperoni, aprendoli ed eliminando i semi e le nervature interne . Tagliare in sottili fette le cipolla ed i peperoni. Mettere le verdure in una teglia, ricoperta con carta- forno e condirle con semi di finocchio, semi di cumino, sale, pepe, timo ed origano e poco olio. Mescolare bene in modo da condire uniformemente .img_5085
  3. Cuocere per 35-40 minuti, fino a quando i peperoni non saranno cotti, bruniti e croccanti. img_5086
  4. Togliere dal forno e lasciare intiepidire, dopo averli spolverati con un cucchiaio abbondante di Za’atar (per la sua ricetta clicca qui )  o in alterativa con un cucchiao di semi di sesamo. Distribuire sulla superficie anche i chicchi di melagrana e della menta tagliuzzata img_5089
  5. Infine , miscelare in una terrina un vasetto di yogurt intero con 25 grammi di crema tahini ed il succo di un limone, aggiungendo due cucchiai di acqua.
  6. Quindi condire l’insalata con la salsa ottenuta e portare in tavola img_5095

Sushi di bresaola e provola al pesto di pomodori

Oggi ho preparato questi velocissimi involtini,  a base di Breasaola e Provoletta dolce.  Un omaggio alla nostra tradizione gastronomica, anche se li camuffati, giocando con il nome,  in sushi casalingo. Carini,  vero?

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Sino agli anni 70 di fronte ad un piatto di Bresaola avrei detto: ” Bresaola ? Cos’è? ” Queste fettine di carne, sottili e saporitissime erano per me delle illustri sconosciute. Declinavo la parola salumi in prosciutto cotto e crudo e  nella mitica mortadella. Poi, l’Italia gastronomica si è sprovincializzata ed unificata e sono arrivati in Sicilia prodotti che prima si trovano solo al Nord e noi dal profondo sud abbiamo risalito lo stivale con le nostre specialità. Insomma uno scambio alla pari: formaggi e insaccati versus arancine  e pomodorini. A poco a poco, l’universo si è allargato : sono arrivati il mitico sushi giapponese, l’avocado, il cous cous con le spezie marocchine e noi abbiamo contra-cambiato con pasta, pizza e tiramisù . Si è realizzata la globalizzazione culinaria ed ora sono presenti sulle nostre tavole piatti che definirei  “multi -etnici “,   come la pizza Kebab, singolare commistione tra sapori orientali e mediterranei, o il burger vegetariano con quinoa e amaranto, grani che fino a 15  anni fa erano noti solo a sparuti gruppi di seguaci della macrobiotica . Devo dire che questa commistione mi piace e non mi scandalizza affatto. Però,  quando si mischiano ingredienti di altre nazionalità e si sperimentano arditi accoppiamenti, il rischio di fallimenti raggiunge un livello pericolosamente alto, è come cucinare sul filo del rasoio, l’assaggio provoca ansia, il dubbio su dosi ed armonie di sapori ti attanaglia, la ” pattumiera” è lì pronta ad accogliere l’ esperimento …in quel momento, nella mente riecheggiano  vecchi proverbi come moglie e buoi dei paesi tuoi o mangia come parli e ti senti come Alberto Sordi nella famosa scena in cui declama il suo amore per i maccheroni .  Con questi sushi non succederà , mischiano sapori ” continentali” e ” siculi”: una maniera facile di fare una gustosa  contaminazione

Ingredienti : sei fettine di Bresaola, sei di provoletta dolce ( da comprare già tagliata)

Per il ripieno : un cucchiaio abbondante di patè di pomodorini, oppure 7 – 8 pomodorini secchi, due carote, 4 steli di menta fresca ed un mazzo di basilico, olio q. b e un cucchiaio di formaggio morbido ( io ho usato un formaggio di capra spalmabile  di produzione siciliana) . Ps : le dosi della crema bastano per riempire anche un piccolo barattolo, che si conserva in frigo parecchi giorni e può servire per condire pasta o riso

Preparazione:

Tagliare a fettine le carote, dopo averle pulite e raschiate. Mettere nel vaso del frullatore o del mini-pimer tutti gli ingredienti del ripieno ed azionare le lame fino ad ottenere una crema . Adagiare su un piatto prima le fette di formaggio, aggiungere la bresaola e una noce di crema  Chiudere delicatamente e fermare l ‘involtino  con uno stuzzicadenti. Lasciare in frigo per una mezz’ora in modo che la crema diventi compatta. Decorare a piacere e portare in tavola .

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Hambugher mediterranei di merluzzo in crosta di pecorino

Nuovo post: oggi hamburgher, ricetta semplice e veloce da fare, ancora più veloce da cuocere e graditissima sia agli adulti che ai bambini. E’ una rielaborazione della classica polpetta, quella che si mette nel panino, ma questa volta anziché usare la carne, come ho fatto per i miei burgher al prosciutto o utilizzare verdure come le melanzane o legumi come le lenticchie , ( tutte ricette già pubblicate ) ho scelto il pesce. Pensavo così di proporre a  mio nipote, venuto qui a Palermo per una breve vacanza, un facile assaggio di uno dei principali componenti della nostra dieta mediterranea. Ma …non ho fatto i conti con l’intero panorama della nostra gastronomia da strada! Il mio piccolo, sapientemente guidato dal papà, appassionatamente ha preteso panelle, crocchette e patatine fritte, arancine con carne o in bianco, ha assaggiato ogni pasticcino esposto in dolceria ed per finire ha sperimentato una full immersion di coni gelati ! Insomma, il salutare hamburger di pesce è rimasto solo una pia intenzione, surclassato dalle ghiottonerie della ” friggitoria”, che in tutto e per tutto ha reso inutile la mia vocazione di ” nonna cuoca”! Da brava nonna mi sono arresa , perché la nonnitudine è fatta di accondiscendenza, coccole  e capricci soddisfatti immediatamente ed è una cosa bellissima.Però gli hamburger alla fine li ho fatti ! Per me, da sola a casa, un po’ perché spero una volta di queste di farli provare a mio nipote, un po’ per consolarmi dopo la sua partenza con qualcosa di buono…

Ingredienti per due hamburgher : 200 grammi di pesce bianco, come nasello o merluzzo, un cucchiaio di pesto rosso (ossia pesto di pomodoro secco ) due cucchiai abbondanti di pangrattato, due cucchiai di pecorino romano grattugiato, un uovo, un cucchiaio di senape, la buccia grattugiata di mezzo limone e un mazzetto di menta fresca. Olio e sale .

Preparazione : 

tritare il pesce con l’aiuto di un coltello, come per fare una tartare. Aggiungere la scorza del limone, la menta ben tritata ed impastare il tutto. Aggiungere poco sale. Quindi modellare l’impasto con le mani appena unte di olio e formare due grandi polpetta. In una ciotola il miscelare pangrattato con il pecorino ed alcova qualche fogliolina tritata di menta .In una ciotola sbattere l’uovo con la senape ed amalgamare bene. Immergere delicatamente le polpette e passarle nel pangrattato . Devono essere rivestite in modo uniforme.

Porre i burgher su una teglia rivestita da carta forno, irrorare con un filo di olio e cuocere in forno caldo per una quindicina di minuti. In alternativa si possono passare in padella calda appena unta Eccoli in sequenza appena cotti

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Pronti nel piatto, con il loro contorno di peperoni arrostiti

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e poi a tavola IMG_4807

 

Riso alla cantonese

Comincio subito con scusarmi: ho cambiato piattaforma web e sono stati cancellati gli indirizzi email di tutti, ma proprio tutti, quelli che erano inscritti e ricevevano automaticamente le nuove ricette appena pubblicate. Mi dispiace, ma non riesco a recuperare né nomi né indirizzi. Per ricevere la email, è necessaria perciò la collaborazione degli ex inscritti che devono per piacere  iscriversi nuovamente . Basta cliccare sul bottone che si trova nel sito in  basso a destra con scritto “inscriviti”. Grazie 
In effetti, lo sbarco su questo nuovo sistema è stato traumatico anche per me : mi sono ritrovata dinanzi ad una serie di opzioni di scrittura e di composizione che all’inizio mi hanno ” paralizzata, confusa, spazientita e incavolata ” . Ma si sa il rapporto sul web non è sempre facile, specie, se come me, non hai la più pallida idea di come la ” cosa” funzioni. Alla fine ho cominciato a capire qualche mossa e devo dire che ora sono tornata a divertirmi mentre scrivo. Però non chiedetemi come si fa , vado per esperimenti ed intuizioni, in fondo non c’è molta differenza con la cucina. Un tegame,  un po’ di ingredienti, qualche ricordo e qualche desiderio, assembli il tutto ed è fatto. Proprio come in questa ricetta, nata con quello che c’è tra frigo e dispensa .IMG_4734

La preparazione del riso alla cinese apparentemente sembra laboriosa, mentre invece è una preparazione veloce, che non comporta un grande impegno. Diversamente da quanto si crede ,non è necessario ” sporcare ” tegami e tegamini per realizzarla, anche se gli ingredienti vanno cotti dapprima separatamente e poi fritti insieme al riso. In realtà basta una sola padella, meglio ancora se si ha la cd work, perché dopo ogni cottura non occorre affatto pulire il tegame. Nel mio caso poi, piselli e riso erano  avanzati dal giorno prima ed il resto è venuto da sé

Ingredienti : per 4 abbondanti porzioni occorrono gr 240 di riso, gr di 250 piselli già sbucciati ( calcolare gr 800 di piselli con il baccello) o surgelati , prosciutto cotto a dadi una confezione , olio, 3 uova, 3 cipollati piccoli, sale, pepe, salsa di soia, salsa di pesce ( facoltativa)

Procedimento

  • tritare finemente un cipollotto e rosolarlo con un filo di olio. Aggiungere i piselli e farli insaporire 10 minuti nel soffritto. Quindi coprirli con duo tre cucchiai di acqua e lasciarli cuocere un’altra decina di minuti . Diventeranno teneri ma sodi
  • Bollire il riso in 400 gr di acqua salata per una decina di minuti o poco più, in modo che assorba l’acqua ma resti al dente
  • Nel frattempo sbattere le uova come per frittata, con due cucchiai di latte , sale e pepe. Ungere la padella e versare la crema di uova e farla rapprendere. Passare la frittata su un piatto e tagliarla a pezzetti. Non occorre che siano uniformi IMG_4723
  • Nella stessa padella   versare un filo di olio,  unire i due rimanenti cipollati tritati ed  i dadini di prosciutto, rosolare fino a che siano ben dorati e poi aggiungere i piselli
  • Dopo circa 6 minuti aggiungere il riso e mescolare il tutto con frequenza in modo che il riso prenda colore. Nel frattempo in una ciotola, miscelare un cucchiaio di salsa di soia, un filo di olio e se gradita mezzo cucchiaio di salsa di pesce . Continuare la rosolatura per alcuni minuti ed in ultimo aggiungere i pezzetti di frittata, dando un’ultima mescolata

     

  •  Ecco fatto ! Il riso è pronto, guarnito da  prezzemolo tritato.    . IMG_4728

Servire subito, ma si può conservare e riscaldare

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Anelli di calamaro in zimino : è venerdì quindi pesce !

Venerdì Pesce! questo era l’imperativo che governava le scelte culinarie di casa quando ero bambina. La regola per me è sempre valida, anche ora che  in cucina mi piace sperimentare nuovi abbinamenti di gusto , incroci di ogni genere tra le ricette tradizionali ed i nuovi ingredienti che arrivano da ogni parte del mondo. Ma il pesce è sempre pesce ed escluso che io possa cucinare un ” pesce palla” o qualche altro abitante sconosciuto dei Caraibi, la scelta non varia moltissimo .  Il banco del pescivendolo è sempre più occupato da orate e spigole allevate, da uniformi merluzzi , da enormi pesce-spada pallidi e grigiastri. Mi trovo dunque a quasi sempre a scegliere il nostro pesce azzurro, che di solito non ha percorso grandi distanze dal luogo dove è stato catturato. E poi c’è il calamaro! Ha un buon gusto, si presta a moltissime preparazioni, intero ed ad anelli, ha una buona resa e soprattutto non ha ” spine” e quindi va bene per i bambini ed anche per i  grandi pigri come me. Quindi oggi ” Calamari in zimino“, una preparazione e facile e svelta: è pronta in meno di 30 minuti. Appartiene alla cucina tradizionale toscana, ma vi ho ho aggiunto un ingrediente in più, un pezzetto di ” gorgonzola” a fine cottura, che  rende il suo sugo molto morbido al gusto.

Ingredienti

400 g di calamari in anelli , 250 g di pomodorini,  2 mazzi di spinaci, circa 300 gr., 1/4 di cipolla, un mazzetto abbondante di prezzemolo, olio,  sale,  pepe e un pezzetto di gorgonzola o altro formaggio erborinato

Procedimento

Lavare i calmati e lasciarli asciugare. Pulire gli spinaci e tagliarli a stricioline 
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Tritare non troppo finemente il prezzemolo e la cipolla
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In una padella scaldare quattro cucchiai d’olio e insapore il trito di prezzemolo e cipolla, unire gli spinaci ed i pomodorini schiacciati con una forchetta,  mescolare e cuocere per 10 minuti.IMG_4593
Aggiungere gli anelli di calamari, sale e pepe e portare a cotta mescolando spesso. Il pesce si cuocerà in una decina di minuti . Controllare comunque  la cottura: gli anelli devono essere teneri e molto dipende dalla freschezza del calamaro. Alla fine aggiungere il formaggio e mescolare fino a che sia ben amalgamato al sugo
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Togliere , dal fuoco trasferire sul piatto da portata e servire caldo:
meglioBuon appetito !