Peperoni e cipolle arrosto e condimento al tahini il super dressing mediorientale:

Il popolo belga  non smette mai di sorprendermi! O forse dovrei dire che io sono una siciliana in trasferta alle prese con usi e costumi diversi dai miei e quello che per i belgi è normale, per me è un modo di fare da “alieno”, un atteggiamento che che mi sciocca e mi stupisce. E non mi riferisco soltanto al fatto che qui la gente sale sull’autobus e viene salutata gentilmente dall’autista, o che se incroci  un passante sul tuo stesso marciapiede, subito parte un sorriso, o che nessuno, ma proprio nessuno, usa la bicicletta senza casco. Fin qui sono storie ordinarie, da Nord e ti possono capitare anche altrove, anche nella mia isola quando la gente dimentica di essere arrabbiata e decide di rilassarsi. Ma secondo me nessuno a Palermo e dintorni, lascerebbe intenzionalmente il suo zaino sulla panchina della fermata dell’autobus . E’ quello che ho visto ieri: arrivo e noto questi due  zaini  abbandonati. Mi sono detta che c’è gente molto più sbadata di me, ma dopo una decina di minuti sono arrivati i padroni, due rilassatissimi ragazzi, che si erano allontanati per farsi un  panino. In quel momento ho invidiato la loro assoluta fiducia nel prossimo: a Palermo di certo non lo avrei fatto, ma come si dice ogni paese ha le sue qualità e qui evidentemente la onestà la fa da padrona ! Ora tocca a me stupire: ultimi peperoni passati al forno con un dressing intenso ed aromatico.

Ingredienti : 8 piccoli peperoni, due cipolle, semi di finocchio, semi di cumino, timo, origano, olio, sale e pepe, una tazza di chicchi di melagrana, un rametto di menta, tahina, limone, yogurt bianco. 

Preparazione 

  1. Accendere il forno a 190 gradi
  2. Pulire i peperoni, aprendoli ed eliminando i semi e le nervature interne . Tagliare in sottili fette le cipolla ed i peperoni. Mettere le verdure in una teglia, ricoperta con carta- forno e condirle con semi di finocchio, semi di cumino, sale, pepe, timo ed origano e poco olio. Mescolare bene in modo da condire uniformemente .img_5085
  3. Cuocere per 35-40 minuti, fino a quando i peperoni non saranno cotti, bruniti e croccanti. img_5086
  4. Togliere dal forno e lasciare intiepidire, dopo averli spolverati con un cucchiaio abbondante di Za’atar (per la sua ricetta clicca qui )  o in alterativa con un cucchiao di semi di sesamo. Distribuire sulla superficie anche i chicchi di melagrana e della menta tagliuzzata img_5089
  5. Infine , miscelare in una terrina un vasetto di yogurt intero con 25 grammi di crema tahini ed il succo di un limone, aggiungendo due cucchiai di acqua.
  6. Quindi condire l’insalata con la salsa ottenuta e portare in tavola img_5095
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Sushi di bresaola e provola al pesto di pomodori

Oggi ho preparato questi velocissimi involtini,  a base di Breasaola e Provoletta dolce.  Un omaggio alla nostra tradizione gastronomica, anche se li camuffati, giocando con il nome,  in sushi casalingo. Carini,  vero?

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Sino agli anni 70 di fronte ad un piatto di Bresaola avrei detto: ” Bresaola ? Cos’è? ” Queste fettine di carne, sottili e saporitissime erano per me delle illustri sconosciute. Declinavo la parola salumi in prosciutto cotto e crudo e  nella mitica mortadella. Poi, l’Italia gastronomica si è sprovincializzata ed unificata e sono arrivati in Sicilia prodotti che prima si trovano solo al Nord e noi dal profondo sud abbiamo risalito lo stivale con le nostre specialità. Insomma uno scambio alla pari: formaggi e insaccati versus arancine  e pomodorini. A poco a poco, l’universo si è allargato : sono arrivati il mitico sushi giapponese, l’avocado, il cous cous con le spezie marocchine e noi abbiamo contra-cambiato con pasta, pizza e tiramisù . Si è realizzata la globalizzazione culinaria ed ora sono presenti sulle nostre tavole piatti che definirei  “multi -etnici “,   come la pizza Kebab, singolare commistione tra sapori orientali e mediterranei, o il burger vegetariano con quinoa e amaranto, grani che fino a 15  anni fa erano noti solo a sparuti gruppi di seguaci della macrobiotica . Devo dire che questa commistione mi piace e non mi scandalizza affatto. Però,  quando si mischiano ingredienti di altre nazionalità e si sperimentano arditi accoppiamenti, il rischio di fallimenti raggiunge un livello pericolosamente alto, è come cucinare sul filo del rasoio, l’assaggio provoca ansia, il dubbio su dosi ed armonie di sapori ti attanaglia, la ” pattumiera” è lì pronta ad accogliere l’ esperimento …in quel momento, nella mente riecheggiano  vecchi proverbi come moglie e buoi dei paesi tuoi o mangia come parli e ti senti come Alberto Sordi nella famosa scena in cui declama il suo amore per i maccheroni .  Con questi sushi non succederà , mischiano sapori ” continentali” e ” siculi”: una maniera facile di fare una gustosa  contaminazione

Ingredienti : sei fettine di Bresaola, sei di provoletta dolce ( da comprare già tagliata)

Per il ripieno : un cucchiaio abbondante di patè di pomodorini, oppure 7 – 8 pomodorini secchi, due carote, 4 steli di menta fresca ed un mazzo di basilico, olio q. b e un cucchiaio di formaggio morbido ( io ho usato un formaggio di capra spalmabile  di produzione siciliana) . Ps : le dosi della crema bastano per riempire anche un piccolo barattolo, che si conserva in frigo parecchi giorni e può servire per condire pasta o riso

Preparazione:

Tagliare a fettine le carote, dopo averle pulite e raschiate. Mettere nel vaso del frullatore o del mini-pimer tutti gli ingredienti del ripieno ed azionare le lame fino ad ottenere una crema . Adagiare su un piatto prima le fette di formaggio, aggiungere la bresaola e una noce di crema  Chiudere delicatamente e fermare l ‘involtino  con uno stuzzicadenti. Lasciare in frigo per una mezz’ora in modo che la crema diventi compatta. Decorare a piacere e portare in tavola .

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Hambugher mediterranei di merluzzo in crosta di pecorino

Nuovo post: oggi hamburgher, ricetta semplice e veloce da fare, ancora più veloce da cuocere e graditissima sia agli adulti che ai bambini. E’ una rielaborazione della classica polpetta, quella che si mette nel panino, ma questa volta anziché usare la carne, come ho fatto per i miei burgher al prosciutto o utilizzare verdure come le melanzane o legumi come le lenticchie , ( tutte ricette già pubblicate ) ho scelto il pesce. Pensavo così di proporre a  mio nipote, venuto qui a Palermo per una breve vacanza, un facile assaggio di uno dei principali componenti della nostra dieta mediterranea. Ma …non ho fatto i conti con l’intero panorama della nostra gastronomia da strada! Il mio piccolo, sapientemente guidato dal papà, appassionatamente ha preteso panelle, crocchette e patatine fritte, arancine con carne o in bianco, ha assaggiato ogni pasticcino esposto in dolceria ed per finire ha sperimentato una full immersion di coni gelati ! Insomma, il salutare hamburger di pesce è rimasto solo una pia intenzione, surclassato dalle ghiottonerie della ” friggitoria”, che in tutto e per tutto ha reso inutile la mia vocazione di ” nonna cuoca”! Da brava nonna mi sono arresa , perché la nonnitudine è fatta di accondiscendenza, coccole  e capricci soddisfatti immediatamente ed è una cosa bellissima.Però gli hamburger alla fine li ho fatti ! Per me, da sola a casa, un po’ perché spero una volta di queste di farli provare a mio nipote, un po’ per consolarmi dopo la sua partenza con qualcosa di buono…

Ingredienti per due hamburgher : 200 grammi di pesce bianco, come nasello o merluzzo, un cucchiaio di pesto rosso (ossia pesto di pomodoro secco ) due cucchiai abbondanti di pangrattato, due cucchiai di pecorino romano grattugiato, un uovo, un cucchiaio di senape, la buccia grattugiata di mezzo limone e un mazzetto di menta fresca. Olio e sale .

Preparazione : 

tritare il pesce con l’aiuto di un coltello, come per fare una tartare. Aggiungere la scorza del limone, la menta ben tritata ed impastare il tutto. Aggiungere poco sale. Quindi modellare l’impasto con le mani appena unte di olio e formare due grandi polpetta. In una ciotola il miscelare pangrattato con il pecorino ed alcova qualche fogliolina tritata di menta .In una ciotola sbattere l’uovo con la senape ed amalgamare bene. Immergere delicatamente le polpette e passarle nel pangrattato . Devono essere rivestite in modo uniforme.

Porre i burgher su una teglia rivestita da carta forno, irrorare con un filo di olio e cuocere in forno caldo per una quindicina di minuti. In alternativa si possono passare in padella calda appena unta Eccoli in sequenza appena cotti

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Pronti nel piatto, con il loro contorno di peperoni arrostiti

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e poi a tavola IMG_4807

 

Riso alla cantonese

Comincio subito con scusarmi: ho cambiato piattaforma web e sono stati cancellati gli indirizzi email di tutti, ma proprio tutti, quelli che erano inscritti e ricevevano automaticamente le nuove ricette appena pubblicate. Mi dispiace, ma non riesco a recuperare né nomi né indirizzi. Per ricevere la email, è necessaria perciò la collaborazione degli ex inscritti che devono per piacere  iscriversi nuovamente . Basta cliccare sul bottone che si trova nel sito in  basso a destra con scritto “inscriviti”. Grazie 
In effetti, lo sbarco su questo nuovo sistema è stato traumatico anche per me : mi sono ritrovata dinanzi ad una serie di opzioni di scrittura e di composizione che all’inizio mi hanno ” paralizzata, confusa, spazientita e incavolata ” . Ma si sa il rapporto sul web non è sempre facile, specie, se come me, non hai la più pallida idea di come la ” cosa” funzioni. Alla fine ho cominciato a capire qualche mossa e devo dire che ora sono tornata a divertirmi mentre scrivo. Però non chiedetemi come si fa , vado per esperimenti ed intuizioni, in fondo non c’è molta differenza con la cucina. Un tegame,  un po’ di ingredienti, qualche ricordo e qualche desiderio, assembli il tutto ed è fatto. Proprio come in questa ricetta, nata con quello che c’è tra frigo e dispensa .IMG_4734

La preparazione del riso alla cinese apparentemente sembra laboriosa, mentre invece è una preparazione veloce, che non comporta un grande impegno. Diversamente da quanto si crede ,non è necessario ” sporcare ” tegami e tegamini per realizzarla, anche se gli ingredienti vanno cotti dapprima separatamente e poi fritti insieme al riso. In realtà basta una sola padella, meglio ancora se si ha la cd work, perché dopo ogni cottura non occorre affatto pulire il tegame. Nel mio caso poi, piselli e riso erano  avanzati dal giorno prima ed il resto è venuto da sé

Ingredienti : per 4 abbondanti porzioni occorrono gr 240 di riso, gr di 250 piselli già sbucciati ( calcolare gr 800 di piselli con il baccello) o surgelati , prosciutto cotto a dadi una confezione , olio, 3 uova, 3 cipollati piccoli, sale, pepe, salsa di soia, salsa di pesce ( facoltativa)

Procedimento

  • tritare finemente un cipollotto e rosolarlo con un filo di olio. Aggiungere i piselli e farli insaporire 10 minuti nel soffritto. Quindi coprirli con duo tre cucchiai di acqua e lasciarli cuocere un’altra decina di minuti . Diventeranno teneri ma sodi
  • Bollire il riso in 400 gr di acqua salata per una decina di minuti o poco più, in modo che assorba l’acqua ma resti al dente
  • Nel frattempo sbattere le uova come per frittata, con due cucchiai di latte , sale e pepe. Ungere la padella e versare la crema di uova e farla rapprendere. Passare la frittata su un piatto e tagliarla a pezzetti. Non occorre che siano uniformi IMG_4723
  • Nella stessa padella   versare un filo di olio,  unire i due rimanenti cipollati tritati ed  i dadini di prosciutto, rosolare fino a che siano ben dorati e poi aggiungere i piselli
  • Dopo circa 6 minuti aggiungere il riso e mescolare il tutto con frequenza in modo che il riso prenda colore. Nel frattempo in una ciotola, miscelare un cucchiaio di salsa di soia, un filo di olio e se gradita mezzo cucchiaio di salsa di pesce . Continuare la rosolatura per alcuni minuti ed in ultimo aggiungere i pezzetti di frittata, dando un’ultima mescolata

     

  •  Ecco fatto ! Il riso è pronto, guarnito da  prezzemolo tritato.    . IMG_4728

Servire subito, ma si può conservare e riscaldare

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Anelli di calamaro in zimino : è venerdì quindi pesce !

Venerdì Pesce! questo era l’imperativo che governava le scelte culinarie di casa quando ero bambina. La regola per me è sempre valida, anche ora che  in cucina mi piace sperimentare nuovi abbinamenti di gusto , incroci di ogni genere tra le ricette tradizionali ed i nuovi ingredienti che arrivano da ogni parte del mondo. Ma il pesce è sempre pesce ed escluso che io possa cucinare un ” pesce palla” o qualche altro abitante sconosciuto dei Caraibi, la scelta non varia moltissimo .  Il banco del pescivendolo è sempre più occupato da orate e spigole allevate, da uniformi merluzzi , da enormi pesce-spada pallidi e grigiastri. Mi trovo dunque a quasi sempre a scegliere il nostro pesce azzurro, che di solito non ha percorso grandi distanze dal luogo dove è stato catturato. E poi c’è il calamaro! Ha un buon gusto, si presta a moltissime preparazioni, intero ed ad anelli, ha una buona resa e soprattutto non ha ” spine” e quindi va bene per i bambini ed anche per i  grandi pigri come me. Quindi oggi ” Calamari in zimino“, una preparazione e facile e svelta: è pronta in meno di 30 minuti. Appartiene alla cucina tradizionale toscana, ma vi ho ho aggiunto un ingrediente in più, un pezzetto di ” gorgonzola” a fine cottura, che  rende il suo sugo molto morbido al gusto.

Ingredienti

400 g di calamari in anelli , 250 g di pomodorini,  2 mazzi di spinaci, circa 300 gr., 1/4 di cipolla, un mazzetto abbondante di prezzemolo, olio,  sale,  pepe e un pezzetto di gorgonzola o altro formaggio erborinato

Procedimento

Lavare i calmati e lasciarli asciugare. Pulire gli spinaci e tagliarli a stricioline 
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Tritare non troppo finemente il prezzemolo e la cipolla
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In una padella scaldare quattro cucchiai d’olio e insapore il trito di prezzemolo e cipolla, unire gli spinaci ed i pomodorini schiacciati con una forchetta,  mescolare e cuocere per 10 minuti.IMG_4593
Aggiungere gli anelli di calamari, sale e pepe e portare a cotta mescolando spesso. Il pesce si cuocerà in una decina di minuti . Controllare comunque  la cottura: gli anelli devono essere teneri e molto dipende dalla freschezza del calamaro. Alla fine aggiungere il formaggio e mescolare fino a che sia ben amalgamato al sugo
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Togliere , dal fuoco trasferire sul piatto da portata e servire caldo:
meglioBuon appetito !
 

 

Pesce finto con ceci e yogurt: inganna ma non delude

Pasqua è andata… ed io la “sorpresa” anziché nell’uovo di cioccolato l’ho trovata in quello strumento della tortura che si chiama bilancia e che, per puro masochismo, continuo a tenere in bagno. In verità se ripenso a tutto il cioccolato che ho mangiato, non avrei dovuto affatto sbalordirmi se, appena messo un piede sul piatto, il ” malefico” ago ha segnalato l’ancor più malefico risultato. Naturalmente ho reagito come credo che facciano tutti quelli che continuano ad avere un rapporto con la bilancia. Invece di alzare le spalle e consolarmi con un altro dei cioccolatini artigianali made in Torino, regalo di una mia cugina venuta dal continente per passare le feste nell’isola madre-patria, ho pronunciato la fatidica frase : da oggi a dieta !  Cambio alimentazione, solo cibi sani e leggeri, e riduco le porzioni. In altre parole, almeno due o tre settimane di tormento. Ma che dico settimane! La buona intenzione è durata poco, dal giovedì al venerdì . Mi sono detta che ” i chili come vengono se ne vanno” e che non potevo rinunziare a pasticciare in cucina. Specie se come tutti i siciliani mi piace camuffare il cibo, usare gli ingredienti poveri per imitare i piatti ricchi. Quindi per il Primo Aprile mi è sembrata azzeccata questa ricetta di finto pesce, che secondo tradizione è a base di maionese e tonno, ben impastati e modellati in modo da ingannare . La ricetta  si presta a molte falsità ed una di queste l’ho già  pubblicata in forma di insalata russa. Questa volta, per restare in  modalità dieta ho ulteriormente alleggerito gli ingredienti utilizzando per base dei ceci cotti invece delle patate, la  senape ed lo yogurt, a posto della maionese, ed ho insaporito il tutto con i sottaceti e erbe . Ed questo è quello che ho fatto :

Ingredienti : una scatola di ceci cotti ( circa 240 gr di ceci sgocciolati), un uovo sodo, gr. 100 di yogurt greco, miscelato con un cucchiaino da tè di senape con i grani , cipolline sotto aceto 5 o 6, tre cetrioli sotto aceto, un cucchiai di capperi dissalati, un mazzetto di prezzemolo, il succo di un limone ed un cucchiaio da tavola di salsa di soia

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Preparazione 

Sbucciare l’uovo e tagliuzzare gli ingredienti. In un mixer o in un frullatore mettere tutti gli ingredienti solidi e aggiungere quelli liquidi mano a mano che si frulla. Deve venire un composto non molto liscio, quasi grossolano.

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Prendere il composto e dargli una forma oblunga, cercando di imitare un pesce . Decorare con rondelle di olive, cetriolini  e cipolline per realizzare le squame, le pinne e la bocca e porre in frigo un paio di ore prima di servire. Fatto, pronto in meno di dieci minuti .

E’ un ottimo antipasto ma in realtà fa anche da piatto unicoIMG_4588

 

Nido di Pasqua: bianco e nero insieme in armonia

Buon Pasqua ! A tutti auguro di ” rinascere”, di rinnovarsi, di abbandonare quello che non piace. Non dico di cambiare o rivoluzionare la propria vita, ma solo di scompigliarla un poco, rinunciando a qualche abitudine che ci danneggia, magari basta un caffè in meno, o una passeggiata in più ,invece della nostra quotidiana ” oretta” sul divano con la televisione accesa. Mi pare che al di là del senso religioso, certo molto più profondo e totalizzante, la festa della resurrezione possa avere anche un significato laico, quello di essere capaci, con un piccolo sforzo, di buttare all’aria ciò che è  passato e di proiettarsi sempre verso il futuro . Una specie di  pulizie mentali di primavera, che spazzano via il superfluo, che non  serve e  fanno spazio al nuovo ! Finita la mia filosofia, torno in cucina: ogni pasqua mi dedico a ricette che hanno a che fare con i suoi simboli. A modo mio ho realizzato la colomba

IMG_3878Oppure ho fatto il nido per uova e conigliIMG_38882cesti

 E quest’anno ? Ancora Nido versione Mini , in una variazione Bianco-Nera, non per  un omaggio a una squadra di calcio, ma per invitare ad un abbraccio che non tenga conto dei colori, specie se riguardano la pelle…un piccolo messaggio di tolleranza Ecco dunque i ” nidi”IMG_45782

Ecco come fare:

Sciogliere in un tegamino a bagno maria 150 gr di cioccolato nero ( io ho scelto un fondente al 70%) . Mescolare con una spatola in modo che diventi liscio ed unire alla massa di cacao varie manciate di chicchi di riso soffiato, fino a che tutto il cioccolato ricopra in modo uniforme i chicchi .Con l’aiuto di un cucchiaio deporre un mucchietto di composto su un vassoio ricoperto da carta forno, appiattire con il cucchiaio, dando una forma rotonda e spolverare il centro con un poco di farina di cocco. Lasciare raffreddare in modo che il nodo rassodi ( ci vorrà un’ora circa di frigo) Quindi poggiare al centro di ciascun nido due ovetti di cioccolato. In verità quello che si vedono sono mandorle rivestite di cioccolato . Questi mini nidi,  su una alzatina,  saranno la mia decorazione per la tavola di Pasqua !

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