Fagioli Kidney in insalata e crema di peperoni

Questo piatto è l’ennesima variante di una insalata, che faccio di frequente: è una ricetta che abbina legumi e verdure, quindi garantisce un impatto glicemico basso, un apporto proteico molto positivo,  è una alternativa valida alle proteine animali e soprattutto è veloce da realizzare.  Il segreto è della sua semplicità? Basta acquistare i legumi in lattina, prediligendo quelli bio, comprare le verdure già cotte presso il proprio fruttivendolo di fiducia, oppure passarle al microonde finché non sono morbide e poi ripassarle in padella con un fili di olio.  Di solito faccio sposare i peperoni, cotti al forno, con le lenticchie, di norma quelle di Ustica, che però non si trovano in scatola e quindi le  preparo in casa, con i classici aromi.  Il sapore forte ma dolce del peperone è perfetto per esaltare l’umile lenticchia, uno dei più antichi legumi coltivati dall’uomo. Oggi, cambio e presento una versione con fagioli. Ho appunto trovato, già cotti in scatola, dei rari ( in Italia) fagioli red Kidney. Questo tipo di fagioli viene considerato un super food : contengono minerali preziosi, sopratutto potassio e ferro e sono facilmente digeribili. I kidney hanno un sapore dolce, simile alle castagne o alle patate dolci. Sono quindi perfetti per convincere un bambino che anche i legumi appartengono al cibo ” mangiabile” , allontanandoli ( per un giorno) dalle amate patatine fritte. Ecco come si presenta la mia insalatona

IMG_2007

Ed ecco come si fa:

Ingredienti : per  due porzioni: una scatola di fagioli da 400 gr.( peso sgocciolato 240gr),  3 peperoni colorati gr  200 circa, 4 cipolle bianche, 2 spicchi di aglio, 2 rametti di prezzemolo, un cucchiaio di senape , un cucchiaio di aceto balsamico, 3 cucchiai di olio EVO, sale e pepe

IMG_1992

Procedimento :

Ho preferito eseguire tutte le fasi della ricetta, come ho di seguito descritto. Quindi questa è una versione “completa”  della preparazione, che può essere accorciata o semplificata come ho suggerito qualche riga spore…

Porre i peperoni, tagliati in grosse falde e le cipolle in una teglia e passateli in forno per 40 min. o fino a quando sono ben teneri,  rigirandoli ogni tanto.

IMG_1994

Appena cotti, quando sono teneri e dorati, tagliali un strisce sottili e affettare le cipolle. Prelevare metà delle verdure, metterle nel frullatore o nel minipimer , aggiungere gli spicchi di aglio, il prezzemolo tagliuzzato, la senape, l’olio, sale e pepe ed in ultimo l’aceto balsamico. Frullare fino ad ottenere una salsa fluida.

IMG_1996

Mescolare  ai fagioli, sgocciolati e posti in un ampio piatto,  la verdura, ormai fredda, e condire il tutto con la crema

Lasciare al fresco, anche in frigo, sino al momento di portare in tavola

IMG_2007

Annunci

Za’atar: una fantastica miscela di aromi per una insalata speciale

Fine di un incubo: sono tornata in possesso della mia linea Internet! Forse può sembrare solo un fastidioso contrattempo, poca cosa per definirlo un incubo, ed io sono d’accordo. Però sfido chiunque a non sentirsi mentalmente esaurito dopo una settimana di continue chiamate al call center, conversazioni che ad un certo punto hanno avuto un andamento surreale, vuoi per difetto di preparazione tecnica di base da parte mia, che mi impediva di capire tutti i termini tecnici che mi venivano snocciolati dagli addetti, vuoi  per la stanchezza degli addetti al servizio, che forse stufi di avere a che fare con una imbranata, ad un certo punto hanno iniziato a giocare a ” ping-pong” indirizzandomi ora ad un servizio, ora ad un altro. La verità è che l’ho presa in criminale perché mi sono sentita isolata: di colpo niente più posta, niente contatti su FB, niente telefonate, niente post da fare, niente notizie, niente blog, niente ricerche o amene letture, e neanche musica o video. Il vuoto! Ho capito che non ero solo entrata in crisi di astinenza da web, in realtà mi sono sentita isolata, esclusa da una comunità, dal popolo dei navigatori. Il web, nel bene o nel male, ha creato un universo senza confini di cui mi sento cittadina, un mondo composto da ” finestre” sempre aperte, da porte che si aprono e si chiudono con un clic, ha creato informazione e divertimento,  invaso le nostre vite private ed al tempo stesso allargato il nostro sguardo. Non so dove ci porterà…ma sono contenta di stare dentro questa rete! Oggi finalmente ritorno operativo e metto sul blog lo Za’atar, un condimento della cucina libanese, facilissimo da preparare. Profumato ed aromatico accompagna insalate e verdure cotte o crude , come per esempio in questa insalata:
IMG_4035

Per un vasetto  occorrono: :

  • 2 cucchiai di timo essicato
  • 2 cucchiai di origano essiccato
  • 1 cucchiaio di cumino in polvere 
  • la scorza di un limone essiccata o 1 cucchiaio di sommacco 
  • 4 cucchiai di sesamo
  • 1 cucchiaino di sale marino 
  • IMG_4025

Preparazione :

  • tostare il sesamo a fuoco medio  in una padella ampia, girandolo spesso fino a che non diventa dorato. Bastano pochi minuti. Lasciarlo intiepidire ed unire al sesamo le erbe essiccate, la scorza di limone ed il sale. Porre la miscela in un macinino ( io uso quello elettrico ) oppure in un mortaio fino ad ottenere una polvere non molto fine: resterà una consistenza granulosa

IMG_4027

Ecco pronta la miscela
IMG_4031

è ottima per condire insalate, verdure, cereali cotti, o legumi. Io infatti l’utilizzata per questa semplicissima insalata, composta da verdura cruda . Ho scelto due verdure di cui si fa largo uso nella cucina mediorientale la barbabietola ed il topinambur, un tubero, dal sapore simile al carciofo, molto fresco, che viene, non a caso, chiamato anche carciofo di Gerusalemme. L’abbinamento è una sorpresa per il suo gusto fresco, ma ancor di più sorprende il sapore a crudo della barbabietola, che così proposta è dolce ma meno stucchevole che cotta.  E poi così l’insalata si fa in un attimo

Ingredienti: per 4 porzioni :

  • una barbabietola cruda,  
  • tre piccoli topinambur ,
  • il succo di un limone,
  • sale e pepe
  •  una arancia 

IMG_4033

Lavare e sbucciare le verdure e grattuggiarle non troppo finemente. Io ho ridotto il topinambur in fettine e la barbabietola in bastoncini, utilizzando il mio robot da cucina. Ma si ottiene un buon risultato anche a mano  con la grattugia per verdure.

Porre le verdure in un piatto ed irrorarle con una emulsione di succo di limone, olio sale e pepe ed un bel cucchiaio di za’atar. In ultimo aggiungere degli spicchi di arancia. E poi, un’ulteriore spolverata per decorare il piatto, da tenere al fresco fino al momento di servirlo :

 

Arancine di Riso Nero con cuore cremoso al Pistacchio

Per i palermitani non esistono gli arancini,  come si dice nel resto del mondo, ma solo le ” arancine” . In concreto dal punto di vista gastronomico la arancina palermitana è identica al suo omologo maschile: è sempre quella meravigliosa palla di riso allo zafferano, che al centro nasconde un bel cuore morbido ed umido di formaggio o carne al ragù , il tutto sigillato da una croccante crosta di pangrattato, ben ustionata in olio bollente. L’uso della denominazione al femminile non è è un errore di grammatica, è invece il riconoscimento del lavoro delle donne in cucina, del tempo e dell’amore dedicato a questo ” finto frutto” dalla forma di una arancia. La leggenda vuole che  questa prelibatezza ” tutto in uno” , velocissimo pranzo che in pochi bocconi fornisce  carboidrati, proteine e grassi, sia nata durante la dominazione degli arabi, osservando come costoro prelevassero il couscous, e con la mano a coppetta raccogliessero il condimento portando il tutto in bocca. E le donne abituate ad imboccare e vezzeggiare gli uomini di casa avrebbero inventato un boccone  unico! Comunque sia, ora la arancina di famiglia, quella unica e superlativa, appannaggio del patrimonio gastronomico di ” mamma ” e “nonna”, convive tranquillamente con quella sfornata da ” friggitorie ” e “boutique della  arancina” che non si limitano a friggere quelle tradizionali alla carne o al burro, ma le farciscono con sfrenata fantasia. In pratica la base è sempre il riso. ma per il ripieno è consentito scatenarsi, così che persino il nordico salmone ha fatto la sua comparso nel ” listino” accanto a arancine vegetariane o a sapore di pizza!

E’ nata la arancina” alla   ‘o famo strano” come direbbe Verdone ! Anch’io mi aggiungo ai profanatori della ricetta tradizionale, dato che, come più volte ho scritto, la cucina è come l’amore e quindi tutto è consentito: l’importante è il risultato. Perciò oggi, Arancine dal cuore nero e fondente

Ho utilizzato il c.d riso nero, che ha un sapore aromatico proprio speciale. Per il ripieno ho scelto di insaporire il formaggio con del pistacchio in crema ( non dolce) che ho ricevuto in regalo ed è stato due mesi in dispensa in attesa di essere utilizzato. Poi ho abbinato  queste arancine non convenzionali ad una crema di agrumi, con cui insaporirle per dare al tutto un sapore più marcatamente ” siculo” . Vanno bene per antipasto o per un piatto unico, tutto dipende da quante se ne mangiano! Al lavoro …

Ingredienti:

per 8 arancine ( una più -una meno ) gr. 200 di riso Venere, detto anche riso nero, 20 gr di burro, 4 cucchiai di pesto di pistacchio, una confezione di formaggio tipo Filadelfia ( gr.170 circa),  3 uova. un limone non trattato, olio, sale e pepe . naturalmente ci vuole anche il pangrattato ( io ho usato quello per celiaci che ha dentro del mais e grano saraceno, così da essere più croccante) e della farina bianca ( la mia è quella di riso )

per la salsa una arancia rossa, un pugnetto di pistacchi senza guscio e non salati, un cucchiaio di crema di pistacchio, qualche foglia di basilico, olio, sale e pepe

Preparazione

  • In una casseruola, sciogliere venti grammi di burro o olio, versare il riso, lasciarlo tostare un poco, unire un mazzetto di alloro con un rametto di rosmarino, e poi coprire con 900 grammi di acqua calda. Alla ripresa del bollore, abbassare la fiamma, coprire con il coperchio e lasciare cuocere fino a che l’acqua sia tutta assorbita. Il riso deve essere morbido e colloso. Fare raffreddare, cospargendo il riso con sale, togliere il mazzetto aromatico. Quando il riso è freddo, unire i tuorli al riso, mescolando bene. Conservare in una ampio ciotola o piatto
  • IMG_4655
  •  In una ciotola lavorare il formaggio con la crema di pistacchio in modo che il tutto sia omogeneoIMG_4657_2
  • Con le mani oliate, prendere un pugno di riso e appiattirlo sul palmo della mano sinistra e collocare al centro un poco di crema al pistacchio. Richiudere con il riso ai lati aggiungendone altro se non bastasse altro riso e formare l’arancina . Quindi passare le arancine ottenute nella farina biancaIMG_4659_3
  • Montare leggermente gli albumi  a neve: non è necessario siano sodi,  devono solo essere un poco consistenti. Passare le arancine nell’albumeIMG_4660_4
  • Poi mettere il pangrattato in un  piatto  fondo, aromatizzarlo con la buccia del limone.Passare le arancine sul composto, in modo che siano panate uniformementeIMG_4662_5
  • Mettere le arancine su una teglia ricoperta di carta forno, irrorare a filo con olio e passarle in forno caldo a 170 per una decina di minuti , fino a che siano dorate .
  • Nel frattempo, nel vaso del mini pimer frullare una rancia pelata a vivo, il basilico i postacci e la crema di pistacchio con un filino di olio. La salsa è prontaIMG_4676_7
  • Le Arancine sono pronte. Eccole qui belle e dorate IMG_4672
  • Ed eccole nel piatto  IMG_4682

W il Ragù di salsiccia e broccoletti : per il pranzo o il brunch della domenica

Un tempo c’era il pranzo della domenica e forse c’è ancora. Il giorno del Signore, immancabilmente, tutta la famiglia si riuniva a casa del Nonno e si celebrava un succulento rito culinario, a base di anelletti con ragù, falsomagro, contorno di patate e verdure: Si iniziava alle 13 e 30 e si terminava verso le 15, quando apparivano sulla tavola o cannoli, o cassate. Se si era  meno tradizionalisti, l’ingresso trionfale era riservato a  torte dal cuore nero di cioccolato, nascosto da uno spesso strato di panna, o crostate con fragole e panna, secondo la stagione. Il mio dolce preferito erano i bignets alla panna, ricoperti di cioccolato, posizionate a piramide : attendevo solo quel momento, piluccando le varie portate, in modo da ” avere spazio” per il finale! Seguivano, caffè e ammazza caffè, ed alla fine iniziava una lunga digestione, accompagnata da un magnifico torpore che impediva persino di scambiare quattro chiacchiere. La famiglia riunita in salotto boccheggiava su divani e poltrone ed i più attivi seguivano il calcio ” minuto per minuto” o guardavano la televisione, ma tutto ciò induceva alla siesta e le teste  spesso e volentieri ciondolavano, facendo ricadere il mento al petto. Ora c’è il brunch, che secondo me è la stesso cosa. Forse il rito comincia un po’ prima, verso le 12 e 30, di solito  la tavola è apparecchiata in maniera più disinvolta, con i piatti e le posate raggruppati in un angolo, in modo da lasciare spazio ai molteplici stuzzichini, ai risi ed alle paste iper-conditi, alle carni già affettate , alla fantasia di polpette, alle insalatone, ai min-dolcetti ed alle cremine in bicchierini: una fantastica rassegna di pietanze colorate, per cui prendi questo, prendi quello, alla fine il tuo piatto si trasforma in una tavolozza da pittore e la forchetta fa da pennello. Devo dire che non ho alcuna nostalgia del tradizionale pasto domenicale e approvo la formula brunch, molto più democratica, perché ti consente di mangiare quello che vuoi, di muoverti come vuoi, di parlare più facilmente con gli altri commensali. certo, gli invitati sono per lo più amici e non parenti: ma questo è l’eco dei tempi, è difficile trovare ancora famiglie con il Nonno patriarca, i figli sono dispersi per tutta l’Italia o all’estero, i cugini sono una razza praticamente scomparsa, a causa del calo delle nascite. Però, io non rinuncio al mio ragù domenicale e meno che mai posso rinunciare a condividerlo con mio figlio, pranzo o non pranzo che sia! E’ molto semplice, cucino, riempio un sottovuoto e glielo mando! Lo so che magari quella domenica non lo gusterà, che lo mangerà il lunedì, ma non mi importa: il ragù della mamma è sempre il più buono! Questo l’ho fatto con verdure ed è facilissimo e veloce:

Ingredienti : per un sottovuoto medio: due o tre salsicce grandi, i fiori di  broccoletto calabrese appena sbollentati, due cucchiai di concentrato di pomodoro, un  cucchiaio di farina, ( io ho usato quella di riso) ,  una carota ed una cipolla,  salsa di pomodoro già fatta, semi di finocchio, olio, pepe e sale, una decina di noci

Preparazione: togliere il budello alle salsicce e ridurre la polpa a pezzetti. Il un tegame, rosolare la carota e la cipolla con un poco di olio, aggiungere i semi di finocchi, ne bastano 5 o 6, e poi quando il soffritto è appassito, versare la carne e farla rosolare IMG_4256

In una ciotola, porre il concentrato e la farina e diluire con qualche cucchiaio di acqua calda, in modo da formare una pastella.
IMG_4257

Aggiungere il composto alla carne in pentola, mescolare bene, unire le rosette di broccolo IMG_4258

Versare  della salsa di pomodoro, coprendo carne e verdure. Aggiustare di sale e pepe e fare cuocere una ventina di minuti, in modo che il liquido evapori. IMG_4259

IMG_4260

Ecco fatto: sbucciare le noci e tritare grossolanamente i gherigli, che vanno aggiunti al ragù. A questo punto, il protagonista è il mio contenitore IMG_4265

Però una piccola porzione di ragù me la sono riservata. Come potevo resistere! Naturalmente, il mio piatto è gluten free : il sugo si è adatta perfettamente alle fettuccine di riso e così anche  la mia domenica è stata celebrata IMG_4277

Bocconcini di pollo e melanzane con pesto di mandorle

Quanto tempo che non pubblico!  Come al solito sono volata in Belgio dal mio Pupo e lì, senza la ” mia ” cucina, senza ” le mie pentole ” e sopratutto senza la mia attrezzatura fotografica, mi viene difficile mettermi al computer . Di solito, mi porto dietro qualche piatto, preparato in anticipo e conservato in archivio, sì proprio quello che io chiamo il congelatore virtuale, ma questa volta sono letteralmente scappata: il caldo tropicale nel quale siamo immersi dall’inizio di luglio mi aveva reso una pappamolla. E dopo avere fatto il pieno di freddo, al mio ritorno, aver ritrovato la stessa temperatura da deserto africano  non mi ha certo invogliato a cucinare. Quindi sono andata avanti a lattuga e pomodoro, senza mai accostarmi ai fornelli, giurando a me stessa che era meglio per la mia salute. Natiralmente, ho resistito poco, non più di due giorni e poi ho ceduto alla mia golosità, alla mia voglia innata di sperimentare e di mangiare con gusto. Mi sono ricordata delle ricette ” estive” della mia infanzia: trionfava il ” Vitello Tonnato”, unica pietanza di carne fredda che troneggiava sulla nostra tavola, con  assiduità, tanto da essere una costante.Ne ho mangiato tante di quelle fettine, cariche di tonno e maionese, ma tante, che quando sono  diventata adulta e cuoca casalinga, non le ho mai preparate: è come se ne fossi ancora sazia! L’idea di preparare un piatto freddo, però, mi è piaciuta e dalla mia fantasia del momento ( ossia dalla osservazione di quello che avevo in frigo) sono nati questi bocconcini di pollo e melanzane, accompagnati da  pesto al basilico e mandorle. Non è una preparazione molto impegnativa, richiede poco tempo per la preparazione, va lasciata in frigo a raffreddare e va servita bella fredda con una insalata. Facile e gustosa, riconcilia con le proteine che anche in estate non devono mancare 

Ingredienti :

Per la salsa : 80 grammi di mandorle bianche, tenute in ammollo per circa due ore in acqua con un pizzico di sale , un mazzo di basilico, 2 cucchiai di farina di mandorle, 8 olive bianche, il succo di un limone e due spicchi di aglio, olio q.b, sale e pepe.IMG_pesto

Per due fagottini : petto di pollo gr 350 circa, una melanzana pulita e tagliata a bastoncini, una cipolla di tropea, una manciata di erbe aromatiche come origano, timo, maggiorana olio, sale e pepe.

Preparazione :

il pesto: riunire nel vaso del frullatore o del miniper il basilico, le mandorle, il succo del limone, la farina di mandorla, l’aglio ed iniziare a frullare, aggiungendo olio a filo e un poco di acqua per rendere in pesto più morbido. Al termine aggiungere le olive, denocciolate, dando dei brevi colpi. Si avrà una crema non perfettamente liscia . Aggiustare di sale e pepe e tenere il pesto pronto, al fresco  in frigo IMG_4117ciotola

Il pollo: in una padella fare andare un poco di olio e quando è caldo aggiungere la melanzana a bastoncini e la cipolla tagliata a fettine sottile, Cuocere fino a che le verdure sono morbide, bastano 5 minuti ed in ultimo aggiungere sale pepe ed aromiIMG_ripieno

IMG_cotto

Battere le fettine di pollo, ponendole tra due fogli di carta forno: si può usare il batticarne o passare sopra le fette il matterello pressando beneIMG_vuoto

Foderare quindi gli stampi o due piccoli o uno grande , con la carta forno, poggiare sul fondo una fettina, versare sopra il ripieno, pressando bene e chiudere con l’altra fetta. Porre in forno caldo a 175 gradi per mezz’ora o 45 min. se è stato usato lo stampo grande.IMG_chiuso

Fare raffreddare i fagottini e quando sono tiepidi, tirarli fuori dallo stampo, eliminando il liquido che si sarà raccolto nello stampo e metterli in frigo fino al momento di servire . Servire ben freddi, guarniti a piacere e accompagnati dal pesto alle mandorleIMG_atavola

Panna cotta di zucca con crema di zucchina, menta e noci

Di solito, nel fine settimana,  pubblico una ricetta ” dolce”. Non è un caso, dato che resisto alla mia golosità per circa cinque giorni e poi mi viene proprio voglia di una cremina profumata di vaniglia, di qualcosa di cioccolatoso, se proprio a casa non ho gli ingredienti sono capace di trasformare la salutare frutta  in una bomba calorica! Questa settimana, invece, ho preparato una panna cotta, ma ho scelto il salato, dato che mi è stato chiesto di portare ad una cena tra amici ” un antipasto”. Ma non ho del tutto tradito la mia abituale preferenza per la portata ” dolce ” del week-end : la zucca, dal naturale gusto zuccherino, e la  morbida panna sono gli ingredienti principali  di queste mini-tortine ed  il  pesto di accompagnamento è cremoso ed arricchito dalle noci . Questo è stato il risultatoIMG_3294

e questo il procedimento :

Ingredienti : per 8 tortine 

  1. gr 350 di zucca pulita, senza buccia
  2. 1 vasetto di yogurt intero
  3. 3 cucchiai di panna fresca
  4. 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  5. fogli di gelatina 4 grandi in tutto 16 gr
  6. sale e pepe

Per la salsa di accompagnamento:

  1. una zucchina piccola
  2. abbondante menta , circa una decina di rametti
  3. 2 cucchiai di panna
  4. olio vegetale dal gusto leggero ( io ho usato olio di girasole)
  5. gr 30 di noci e alcuni gherigli per la decorazione

Preparazione :

  1. Tagliare la zucca in dadi e cuocerla a vapore finchè non è tenera: Si può,  se si preferisce, metterla in forno caldo con un filo d’olio fino a che è ben cotta
  2. Frullare la polpa con un mini pimer o con il frullatore elettrico
  3. Aggiungere, quando si è formata una purea liscia, la panna, lo yogurt, il formaggio , mescolare finché il tutto e ben amalgamato e aggiustare di sale e di pepe
  4. Mettere in una ciotola piena d’acqua i fogli di gelatina, lasciarli a mollo dieci minuti , quindi prelevarli, strizzarli bene con le mani e  unirli alla crema di zucca, che dovrebbe essere ancora calda o quanto meno tiepida, mescolando in modo che si sciolga con il calore.  Se la crema si è raffreddata, è meglio riscaldarla appena ( non deve essere bollente) e poi aggiungere i fogli.
  5. Versare la crema in piccoli stampi, unti con l’olio di semi, o in bicchierini mono porzione o …in altri recipienti a scelta
  6. Mettere in frigo e fare raffreddare almeno 3 ore: è meglio lasciare intiepidire la crema, dopo averla distribuita , a temperatura ambiente e poi metterla in frigo: così resterà liscia e lucida.
  7. Per il pesto: cuocere a vapore la zucchina tagliata in pezzi.
  8. Mettere la zucchina, la menta sfogliata , la panna nel vaso del minipimer e frullare aggiungemmo l’olio a filo. Quando la crema è amalgamata, aggiungere le noci, spezzettate, e continuare a frullare per incorporarle.

Dopo il raffreddamento, sformare le mini panne cotte, decorarle con il pesto e il mezzo gheriglio di noci  e poi a tavola: buonissime ! Eccole: 

Da lontano
IMG_3296

Da vicino IMG_3293

 

Melanzane alla vietnamita o quasi…

Settembre! Una magnifica aria fresca mi accoglie a Palermo, al mio ritorno da Bordeaux e mi sento benissimo, felice di riprendere, ritornare alle mie attività, curiosa di scoprire cosa altro mi aspetta in questa città, generalmente ” sonnacchiosa” e poi improvvisamente generosa dispensatrice di emozioni nuove . Però questo mio stato d’animo, leggero e sereno, non è certo frutto del meteo : una settimana trascorsa in ritiro ha prodotto i suoi frutti e mi sento ricaricata,  come  si deve sentire il mio cellulare dopo essere stato collegato alla ricarica, come il serbatoio della mia auto dopo il pieno di benzina! Certo ho avuto tutte le condizioni favorevoli per approfittare di questa benefica pausa: niente cellulare, che, me nolente, si è auto-spento, appena ho messo piede in Francia, niente internet, una magnifica campagna, con vigne ed alberi di prugne intorno, silenzio, concentrazione, condivisione con gli amici, insegnamenti del maestro, rilassamento: questa è una foto della comunità riunita con i monaci IMG_0834tayi

Naturalmente , dato che questo è un blog di cucina, parlo del cibo, che era totalmente vegano, quindi niente proteine animali. In verità, io non amo, e quindi non consumo preparati come il ” tofu” o il ” seitan”, anche perché evito il glutine  e considero non salutari i legumi, a meno che non siano fermentati o germinati, in quanto senza questo trattamento sono ricchi di fitati,  dannosi per la digestione. Però consumare solo riso, verdure e frutta  per alcuni giorni è un’ottima occasione per la salute. In fondo,  alle SPA di lusso non fanno così ? E poi che meraviglia la cucina vietnamita, preparata con cura dalle cuoche: inutile dire che mi sono appassionata e perciò, appena arrivata, ho preso in mano un mio vecchio libro  di ricette Viet e oggi propongo questa insalata di melanzane, con una piccola modifica negli ingredienti, ossia la sostituzione del loro alcool di riso con il nostro Martini extra dry:  in breve un piatto etnico, veloce, con una piccola dose di proteine, dato che ho usato il miso, ossia il fermentato di soia e riso,  con una nota di profumo made in Italy 🙂

Ingredienti: due melanzane piccole, un pezzetto di zenzero di un cm  circa, menta, 2 cucchiaini di miso, un poco di brodo vegetale o acqua calda ( due cucchiai circa), un cucchiaio di vermut bianco, semi di sesamo.IMG_3064

Preparazione : 

  • Tagliare le melanzane a fettine sottile, metterle a colare per un’ora cosparse di sale in modo che perdano l’acqua IMG_3060
  • trascorso il tempo, sciacquarle, asciugarle e farle arrostire su una piastra o una padella antiaderente,  spennellata di olio, un velo appena. Man mano che sono pronte adagiare le fette su un piatto da portata
  • in tegamino, sciogliere il miso con il brodo, aggiungere il vermut e lasciare sobbollire il tutto a fuoco basso per alcuni minuti: in questo modo l’alcool evapora e il condimento di ispessisce. Spegnere ed aggiungere alla preparazione lo zenzero fresco grattugiato e la menta tagliazzuta.  Ecco la salsina IMG_3061
  • Quindi versare il condimento sulle melanzane, cospargere con semi di sesamo e gustare: sono ottime sia tiepide che fredde. Buon Appetito !IMG_3063