Calamaretti ripieni con feta e pomodoro

Oggi propongo un piatto da realizzare con il crock-pot o altra pentola elettrica, tipo Bimbi e simili, facile da fare ed ottimo da mangiare. L’idea mi è venuto sfogliando un libro di ” cucina made in Grecia” . Il libro l’ho comprato dopo un viaggio nelle isole greche. Sono tornata a casa  rilassata, abbronzata, entusiasta di quel mare, della accoglienza cordiale ed anche appassionata “fan” delle pietanze semplici, ma saporitissime che proponevano piccoli ristoranti in riva al mare o modeste ” taverne” vicine alle spiagge . In questa questa ricetta ,  per noi italiani è insolito l’abbinamento del formaggio al pesce:  invece la Feta, arricchita con un trito aromatico,  si sposa molto bene con la tenerezza dei calamari ed il pomodoro ne esalta il gusto. Ho optato per la cottura con il crock-pot ,  perché d’estate con il caldo è un metodo che non obbliga a stare davanti al fornello. Si ottiene lo stesso risultato , anche mettendo tutto in pentola ,  lasciando cuocere il tutto sino a che il sugo è denso ed il calamaretto è morbido.

Ingredienti  per due porzioni: gr. 300 di calamaretti, puliti, con le sacche separate dai tentacoli, gr. 50 di Feta, una manciata di menta e basilico, uno spicchio grande di aglio, 2 acciughe, un cucchiaio di pesto di olive o gr. 50 di olive senza nocciolo, origano, olive a rondelle. salsa di pomodoro

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Preparazione frullare tutti gli ingredienti, escluso il pesce, in un mixer in modo fa ottenere una crema e farcire le sacche dei calamari , aiutandosi con un cucchiaino; fissare le sacche con  uno stecchino, in modo che il ripieno non si disperda in cottura

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Poggiare sul fondo della pernotta i tentacoli, le sacche imbottite, condire con un filo di olio, origano, sale, pepe, cospargere con le rondelle di olive , aggiungere tre abbondanti cucchiai di salsa . Cuocere a cottura lenta. Con il crock-pot impostare a temperatura alta 4 ore, per altri robot seguire le istruzioni del venditore. IMG_5490

Servire tiepido  e buon appetito : IMG_5491

 

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Crema di riso nero e cozze al curry

Credo che questa sia la ricetta più veloce che abbia mai pubblicato. Dovrei dire meglio: una delle ricette più veloci da realizzare. Ed è come spesso mi capita di questi tempi una classica ricetta ” di  recupero”, ossia da utilizzo degli avanzi. Quando parto per la mia mensile visita in Belgio, svuoto il più possibile il frigo, non voglio lasciarle mezze porzioni di verdure o pietanze non consumate, preferisco semmai buttare quello che non è stato consumato. Quindi, gli ultimi due o tre giorni prima della partenza ” faccio fuori” quello che c’è, con la conseguenza che spesso l’ultimo giorno mi ritrovo un frigo talmente vuoto che si può sentire l’eco! Ma questa volta, alla vigilia della partenza, con la  valigia già chiusa, nel frigo ho scovato un piccolo tesoro: non c’era molto: un piatto abbondante di riso Venere , quello nero e aromatico, cotto il  giorno precedente. E poi, in un sottovuoto  una manciata di cozze sgusciate ed in un altro una carota bollita ed mezza cipolla al forno . Tanto è bastato per aguzzare l’ingegno…

Preparazione:

Ho frullato riso e verdure alla massima velocità: ho aggiunto un cucchiaio di olio e tanta acqua tiepida quanto  è sufficiente per ottenere una crema abbastanza liscia e morbida .

In una padella ho quindi riscaldato sempre con un filo di olio le cozze.

A fine cottura ( circa 10 minuti) ho aggiunto un cucchiaino da caffè di curry piccante.

Ricetta pronta per la tavola: ho versato la crema appena intiepidita in un piatto capace e sopra ho distribuito le cozze. I due sapori di terra e di mare si sono armonizzati perfettamente.Non avevo dubbi al riguardo, il riso Venere è particolarmente indicato per il pesce ed il gusto delle cozze è stato esaltato dal curry. Buon appetito !

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Pandolce all’arancia

Questa ricetta non è una ricetta di famiglia: a ben pensare a casa mia da ragazza non c’era l’abitudine di preparare torte, pasticcini o biscotti. I dolci per la colazione erano quelli che si compravano belli e fatti , i cd mottini , dal nome della azienda dolciaria che li produceva, una versione italiana dei plumcake , senza frutta secca e con tanta deliziosa granella di zucchero sul top . E andava bene così a tutti, nessuno si faceva il problema dell’olio di palma e dei grassi idrogenati. Invece  per i miei figli è avvenuto il contrario: mi dedicavo alle crostate o alle torte, che servivo loro a merenda e colazione : dolci facili e veloci, che profumavano la casa di vaniglia e cannella. Il pandolce all’arancia è stato da me fatto, rifatto, replicato, modificato, a volte con l’inserimento di cacao, a volte con l’aggiunta di uvetta, a volte ha avuto la sua forma classica, altre si è modernizzato presentandosi in versi cuoche.Oggi ho eseguito la classica, l’originale, tratta dal mio primo libro di cucina, che in fondo è quella che preferisco per il suo delizioso aroma di arancia. Quindi,fai e rifai, dai e ridai, questa è una ricetta di famiglia e si fa così :

Ingredienti :  gr 150 di farina di mandorle, gr.150 di zucchero, 50 di fecola di patate, tre uova, 2 aranci

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Preparazione:

Separare i tuorli delle uova dagli albumi , grattare la scorza di un arancio e spremere il succo di entrambi i frutti

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Montare gli albumi a neve fermissima e tenerli in frigo.

Nel frattempo  lavorare i tuorli con lo zucchero per circa 10 minuti o meno se si usa la frusta elettrica, finché non diventano bianchi. Aggiungere la fecola di patate, la farina di mandorle, la buccia raschiata di una arancio ed il succo degli aranci.

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Aggiungere al composto gli albumi, delicatamente, in modo da non sgonfiarli e versare il composto nello stampo imburrato ed infarinato oppure in pirottini singoli da forno.

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Cuocere il dolce in forno preriscaldato a 170 gradi per circa 40 min.( meno se si usano i pirottini) Testare la cottura con uno stecchino inserito nella pasta ( è pronta se lo stecchino esce asciutto ) , lasciare raffreddare in forno aperto per circa 5 minuti per non farlo sgonfiare e poi tirarlo fuori dal forno, sformare lasciare  raffreddare del tutto.Pronto per la prima colazione o la merenda :

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Hambugher mediterranei di merluzzo in crosta di pecorino

Nuovo post: oggi hamburgher, ricetta semplice e veloce da fare, ancora più veloce da cuocere e graditissima sia agli adulti che ai bambini. E’ una rielaborazione della classica polpetta, quella che si mette nel panino, ma questa volta anziché usare la carne, come ho fatto per i miei burgher al prosciutto o utilizzare verdure come le melanzane o legumi come le lenticchie , ( tutte ricette già pubblicate ) ho scelto il pesce. Pensavo così di proporre a  mio nipote, venuto qui a Palermo per una breve vacanza, un facile assaggio di uno dei principali componenti della nostra dieta mediterranea. Ma …non ho fatto i conti con l’intero panorama della nostra gastronomia da strada! Il mio piccolo, sapientemente guidato dal papà, appassionatamente ha preteso panelle, crocchette e patatine fritte, arancine con carne o in bianco, ha assaggiato ogni pasticcino esposto in dolceria ed per finire ha sperimentato una full immersion di coni gelati ! Insomma, il salutare hamburger di pesce è rimasto solo una pia intenzione, surclassato dalle ghiottonerie della ” friggitoria”, che in tutto e per tutto ha reso inutile la mia vocazione di ” nonna cuoca”! Da brava nonna mi sono arresa , perché la nonnitudine è fatta di accondiscendenza, coccole  e capricci soddisfatti immediatamente ed è una cosa bellissima.Però gli hamburger alla fine li ho fatti ! Per me, da sola a casa, un po’ perché spero una volta di queste di farli provare a mio nipote, un po’ per consolarmi dopo la sua partenza con qualcosa di buono…

Ingredienti per due hamburgher : 200 grammi di pesce bianco, come nasello o merluzzo, un cucchiaio di pesto rosso (ossia pesto di pomodoro secco ) due cucchiai abbondanti di pangrattato, due cucchiai di pecorino romano grattugiato, un uovo, un cucchiaio di senape, la buccia grattugiata di mezzo limone e un mazzetto di menta fresca. Olio e sale .

Preparazione : 

tritare il pesce con l’aiuto di un coltello, come per fare una tartare. Aggiungere la scorza del limone, la menta ben tritata ed impastare il tutto. Aggiungere poco sale. Quindi modellare l’impasto con le mani appena unte di olio e formare due grandi polpetta. In una ciotola il miscelare pangrattato con il pecorino ed alcova qualche fogliolina tritata di menta .In una ciotola sbattere l’uovo con la senape ed amalgamare bene. Immergere delicatamente le polpette e passarle nel pangrattato . Devono essere rivestite in modo uniforme.

Porre i burgher su una teglia rivestita da carta forno, irrorare con un filo di olio e cuocere in forno caldo per una quindicina di minuti. In alternativa si possono passare in padella calda appena unta Eccoli in sequenza appena cotti

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Pronti nel piatto, con il loro contorno di peperoni arrostiti

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e poi a tavola IMG_4807

 

Anelli di calamaro in zimino : è venerdì quindi pesce !

Venerdì Pesce! questo era l’imperativo che governava le scelte culinarie di casa quando ero bambina. La regola per me è sempre valida, anche ora che  in cucina mi piace sperimentare nuovi abbinamenti di gusto , incroci di ogni genere tra le ricette tradizionali ed i nuovi ingredienti che arrivano da ogni parte del mondo. Ma il pesce è sempre pesce ed escluso che io possa cucinare un ” pesce palla” o qualche altro abitante sconosciuto dei Caraibi, la scelta non varia moltissimo .  Il banco del pescivendolo è sempre più occupato da orate e spigole allevate, da uniformi merluzzi , da enormi pesce-spada pallidi e grigiastri. Mi trovo dunque a quasi sempre a scegliere il nostro pesce azzurro, che di solito non ha percorso grandi distanze dal luogo dove è stato catturato. E poi c’è il calamaro! Ha un buon gusto, si presta a moltissime preparazioni, intero ed ad anelli, ha una buona resa e soprattutto non ha ” spine” e quindi va bene per i bambini ed anche per i  grandi pigri come me. Quindi oggi ” Calamari in zimino“, una preparazione e facile e svelta: è pronta in meno di 30 minuti. Appartiene alla cucina tradizionale toscana, ma vi ho ho aggiunto un ingrediente in più, un pezzetto di ” gorgonzola” a fine cottura, che  rende il suo sugo molto morbido al gusto.

Ingredienti

400 g di calamari in anelli , 250 g di pomodorini,  2 mazzi di spinaci, circa 300 gr., 1/4 di cipolla, un mazzetto abbondante di prezzemolo, olio,  sale,  pepe e un pezzetto di gorgonzola o altro formaggio erborinato

Procedimento

Lavare i calmati e lasciarli asciugare. Pulire gli spinaci e tagliarli a stricioline 
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Tritare non troppo finemente il prezzemolo e la cipolla
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In una padella scaldare quattro cucchiai d’olio e insapore il trito di prezzemolo e cipolla, unire gli spinaci ed i pomodorini schiacciati con una forchetta,  mescolare e cuocere per 10 minuti.IMG_4593
Aggiungere gli anelli di calamari, sale e pepe e portare a cotta mescolando spesso. Il pesce si cuocerà in una decina di minuti . Controllare comunque  la cottura: gli anelli devono essere teneri e molto dipende dalla freschezza del calamaro. Alla fine aggiungere il formaggio e mescolare fino a che sia ben amalgamato al sugo
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Togliere , dal fuoco trasferire sul piatto da portata e servire caldo:
meglioBuon appetito !
 

 

Cozze e Finocchi piccanti in salsa di acciughe

Oggi, in tavola porto un piatto di finocchi e…cozze! Un bel  matrimonio, una unione di gusto e di ferro. Mi piace molto abbinare i frutti di mare con le verdure, perché il sapore fresco e deciso di entrambi gli ingredienti si esalta e ciascuno dona all’altro note insolite di gusto. Ma non è solo per soddisfare il palato che mi lancio nel connubio: i frutti di mare sono una miniera di micronutrienti e sopra tutto sono ricchi di ferro, un componente essenziale  per la salute. Magari qualcuno si chiederà come mai ho deciso le nozze tra il bianco (finocchio ) e la rossa ( cozza). Confesso che è stato un esperimento, provocato dal fatto incontestabile che questo c’era in frigo e in freezer, residue testimonianze della spesa settimanale. Ho osato e non mi pento! Il risultato è un piatto armonioso, anche grazie ad una leggera, ma saporita salsa di acciughe che avvolge  i  mitili e le fettine di verdura, rendendo il tutto piacevolmente insolito. Ps: ho utilizzato cozze già sgusciate, trovate nel banco surgelati di un super mercato, come già sperimentato in altre preparazioni, per esempio nel mio curry di pesce e verdura. Il sapore e le proprietà nutritive sono ben mantenute dalla congelazione e la ” comodità ” è innegabile..

Ingredienti: per due porzioni

  • due grandi finocchi
  • 200 gr. di cozze sbucciate
  • peperoncino, olio, sale, rosmarino e se gradito uno spicchio di aglio.
  • per la salsa gr. 25 di acciughe sott’olio sgocciolate, un cucchiaino da tè di fecola di patate, gr.150 di acqua fredda

Preparazione:

  •  Sbucciare i finocchi, levando le foglie esterne, tagliarli a fettine non troppo sottili e sbollentarli in acqua calda o passarli in vaporiera, in modo da ammorbidirliIMG_4508
  • Condire le fettine con del peperoncino in polvere, secondo il proprio gusto, olio e un pizzico di sale: la verdura deve essere unta uniformemente. Porre in forno caldo e lasciare arrostire le fette per una ventina di minuti o più, mescolandole due o tre volteIMG_4511
  • Nel frattempo per la salsa, frullare insieme acciughe, acqua e fecola, mettere il composto in un tegamino e portare a bollore mescolando. In pochi minuti la salsa sarà addensata e cremosa
  • Quindi rosolare le cozze, scongelate, in poco olio caldo, aromatizzato con uno spicchio di aglio e dei rametti di rosmarino frescoIMG_4516
  • Tutto è pronto: in un ampio piatto da portata distribuire i finocchi arrostiti, le cozze e versare sopra il tutto la salsa. IMG_4519
  • Portare in tavola e mescolare il tutto in modo da amalgamare la salsa. Così: IMG_4523

Spada panato agli aromi e tortino di riso con verdure e salmone

Che bel week-end che ho passato! Comincio con ordine, tanto si sa a me piacciono gli elenchi: 1) il meteo: tempo perfetto, né caldo né freddo, niente pioggia, niente vento fastidioso, ma neanche sole incandescente, qualche nuvola, qua e là a fare da parasole. Certo sarei potuta  anche andare al mare, ma non l’ho fatto, e non ho rimpianti, ormai ho capito che non ho il dono della ubiquità e che devo scegliere, secondo le mie priorità; 2)  la mia scelta: venerdì il cinema con le amiche per il film di fantascienza, un genere letterario e cinematografico che adoro, un appuntamento che non potevo  mancare. 3) sabato e domenica: in giro in città per ” le vie dei tesori” . Non vedevo la ” Casina Cinese ” dalla fine degli anni cinquanta, cioè da quando ero una bambina di 8-10 anni ( non posso essere più precisa). Ma questo la dice lunga sui tempi di restauro di un monumento in Sicilia! La palazzina è stata chiusa così tanto tempo che alla fine mi ero dimenticata della sua esistenza. Poi il giorno del Signore, di pomeriggio, un giro per chiese e cappelle, naturalmente anche queste aperte solo per l’occasione, altrimenti ben sigillate per il resto dell’anno. Piccoli grandi tesori ” serpottiani“, ricchi di stucchi, e immense cappelle decorate con il mosaico barocco più sfrenato, e cripte nascoste nel ventre di una canonica, popolate da personaggi misteriosi…Insomma, è stato un fine settimana perfetto, emozionale e rilassante. Manca il resoconto della domenica mattina ed eccolo: sono stata pigramente casalinga ed ho fatto quello che fanno tutti quelli che sono appassionati di cucina: ho preparato, con un pizzico di attenzione e di amore in più il pranzo della domenica. Eccolo qui un tortino di riso che accompagna una portata di pesce: IMG_4215_2

Non è molto ” tradizionale”, ma io non mitizzo ” il ragù di mia nonna”, che dopo pranzo ti stendeva sul divano per ore. Volevo qualcosa di svelto, gustoso, completo, in modo da mettermi in moto nel primo pomeriggio, con la giusta energia e senza portarmi appresso  alcun senso di pesantezza.  E penso di essere riuscita…Provare per credere!

Ingredienti : 2 porzione abbondanti: per il riso: gr. 160 di riso tipo carnaroli, 1/2 finocchio grande o uno piccolo, 1 mazzetto di cavolo nero, semi di finocchio e di carvi  ( sostituibile con il cumino) 1 carota, brodo vegetale, limone , olio e gr 100 di salmone affumicato

per il pesce:  2 fette di pesce spada, panatura già pronta ( io ho usato quella gluten-fre a base di grano saraceno), due cucchiai da tavola di pecorino grattugiato, un piccolo mazzo di menta, olio e limone, sale e pepe

Preparazione: 

Tagliare la verdura, a piccoli pezziIMG_4200

Tritare finemente la carota e farla rosolare con i semi di finocchio e il carvi o il cumino. IMG_4201Aggiungere le verdure ed il riso lavato e sgocciolato, ed un poco di sale. Dare una mescolata e coprire il tutto con brodo caldo o acqua  ( 250 gr di liquido)  IMG_4202

Aspettare che riprenda il bollore, coprire con un coperchio, abbassare la fiamma e fare cuocere, senza mai mescolare, fino a che il liquido è assorbito. Quindi, dopo il riposo di alcuni minuti, sgranarlo con una forchetta e aggiustare di sale e pepe
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Nel frattempo, lasciare marinare le fette di salmone in poco olio e limone e tagliare in piccoli pezzi il salmone.IMG_4207

In una ampio piatto fondo miscelare il pecorino con la panatura, la menta, il pecorino ed abbondante pepe .IMG_4204

Rompere un uovo in un piatto ed aggiungere un poco di latte. Passare il pesce prima nella farina, poi nell’uovo e  nella panatura, pressando in modo da farla aderire. Appoggiare le fette su una teglia foderata di carta forno e farle cuocere in forno, ricoperto con un filo di olio per circa 15 minuti a temperatura alta ( 200 gradi ). IMG_4206

Ora tutto è pronto per la tavola: utilizzando una scodella, pressare il riso e capovolgere il tortino ottenuto su un piatto. mettere accanto la fetta panata e ben dorato. Buon appetito!

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