Cupcake di farro al formaggio e crema di indivia belga

Il pomeriggio del venerdì mi dedico a preparare piatti che possano restare in frigo per più giorni. Di solito santifico il Sabato e la Domenica  con un calibrato ozio, che esclude impegnative sessioni ai fornelli ed include un po’ di sana socialità, un cinema, uno spettacolo teatrale, un concerto. Così ieri mi son dedicata a questi sformatini di farro al formaggio, che poi ho accompagnato con una crema a base di invidia belga. Realizzare  cupcakes non è difficile ed il loro formato ne consente la conservazione in frigo per parecchi giorni. Basta tenerli in un sottovuoto ben chiuso, nel ripiano ” fresco”, quello delle verdure per intenderci, così da prelevare quello che serve.  Poiché la farina di farro rende l’impasto denso a me piace mescolarla ad una parte di farina di riso, per dare leggerezza. E dato che amo moltissimo il formaggio alle erbe, ho adottato per il filadelfia alle erbe, che ha anche arricchito la verdura di contorno. Ma queste cupcake si accompagnano  bene semplicemente  spalmate con burro fuso, o arricchite con una fetta di prosciutto . Insomma non è possibile che vengano a noia

Ingredienti : gr. 150 di farina di farro, gr.50 di farina di riso, indivia belga circa 200 gr, una confezione di formaggio morbido alle erbe  ( 150 gr) , semi di papavero 3 cucchiai, mezza bustina di lievito istantaneo per torte salate, olio, 75 ml di latte, sale e pepe

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Preparazione :

Preriscaldare il forno per portalo a 170 gradi. Tagliare a listarelle fini la indivia, eliminando il torsolo

img_5256Porre l’invidia in una padella riscaldata con un cucchiaio di olio e lasciarla rosolare a fuoco media per 5 minuti, finché non diventa appassita. Aggiustare di sale e pepe . Lasciare riposare

img_5258In una ciotola se lavorate a mano o nel vaso del robot, miscelare le farine, il lievito, il latte, 4 cucchiai di olio e 100 grammi di formaggio, in ultimo unire due cucchiai di semi di papavero. Miscelare il tutto in modo da aver un impasto morbido e cremoso. Versare l’impasto negli stampi oliati o in robusti pirottini di carta ed infornare per circa 15 minuti.

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Provare la cottura inserendo uno stecchino nell’impasto: gli sformatini devono essere asciutti al centro e dorati. Lasciare raffreddare.

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Al momento di servire, miscelare i 50 gr di formaggio rimasto nella indivia ed aggiungere un altro cucchiaio di semi e un poco di pangrattato per addensare la verdura, riscaldandola appena.

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Tagliare a metà per il lungo le cupcake e servirle insieme alla verdura : buon appetito

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Cestini al fois gras e nocciole: dopo Natale viene Capodanno

Sono arrivati alla mia casella di posta elettronica e al mio profilo social ogni genere di messaggi di auguri. E’ stata una sfilata di alberi illuminati, Babbo Natale in slitta, presepi fluorescenti, ghirlande fiorite , una varietà infinita di immagini fornite dal web, cartoline tecnologiche  a volte con i tradizionali messaggi di amore e di pace, a volte, ma molto più raramente, con notazioni umoristiche e riflessioni agro-dolci. Sono state tutte graditissime, non fosse altro perché sono una dimostrazione di interesse verso gli altri, di partecipazione, e pazienza se non sono personalizzate, se si rivolgono indistintamente a tutti i destinatari. Non storco il muso di innanzi a questa pioggia seriale di auguri scritti dal web e passati a tutti gli amici con tecnica da copia ed incolla! Non vedo molta differenza con gli auguri in ” carta e penna” che una volta si spedivano per posta: erano anche quelli ” seriali”, scritti a mano ripetendo sempre le stesse frasi, perché  anche la fantasia del grafomane più sfegatato  aveva un limite e dopo 10 o 15 biglietti si esauriva! Anche se qualche rimpianto per lo stringato ” Buon Natale e Felice Anno Nuovo” c’è l’ho. Un conto è fare gli auguri, un conto è elencare comportamenti e atteggiamenti assertivi di bontà e gioia, come in questa cartolina! 16 comandamenti, sei in più di quelli di Mosè. Li scorro e  penso che nella battaglia per ricordarli a memoria sono in partenza già sconfitta: peccato perché sono proprio dei bei propositi!

La ricetta, che ho provato durante il mio ultimo soggiorno belga, non la ho dimenticata e l’ho riprodotta senza alcuna variazione per la cena di Natale. E come è ovvio, andrà bene anche per Capodanno, quindi sono ancora in tempo per pubblicarla . Il protagonista è lui: il fois gras, cibo carico di burro e di colesterolo, dedicato a chi ama almeno una volta l’anno ” pazziare” un po’ ed uscire dai soliti schemi dietetici! Ecco il piccolo blocco di fois gras ed ora al lavoro

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Ingredienti: per circa 12 cestini: gr.100 di farina bianca ( oppure gr. 50 di farina di farro e 50 di farina di riso, per un sapore più deciso ), gr 50 di farina di grano saraceno, 60 gr di burro, un cucchiaino da caffè scarso di zucchero, un cucchiaino di sale, e 25 gr di acqua fredda di frigorifero . Fois gras, una grossa cipolla rossa, olio, aceto di mela, nocciole per guarnire

Preparazione: 

  1. preparare la pasta, miscelando in una terrina le farine, il burro ammorbidito, il sale, lo zucchero e l’acqua. Lavorare con le dita velocemente come per la pasta brisè, fino a che non si ottiene una pasta elastica e porla a riposare in frigo avvolta in pellicola di plastica alimentare, per al meno due ore .img_5166
  2. Nel frattempo, tagliare a fettine sottilissime la cipolla e farla sudare in padella con pochissimo olio per 5 minuti, senza farle prendere colore. Quindi salare ed aggiungere due cucchiai da tavola di aceto di mele e lasciare evaporare il liquido pochissimo. Aspettare che raffreddi.img_5165
  3. Nel frattempo, accendere il forno per portarlo a 200. gradi. Estrarre la pasta dal frigo, stenderla con il matterello e foderare gli stampini per ottenere i cestini. Coprire il fondo degli stampi con dei fagioli, in modo che la pasta rimanga bassa durante la cottura, sistemare gli stampi su una placca  ed infornare per 10 minuti . img_5167
  4. Tagliare a piccoli pezzi il foie gras e spezzettare grossolanamente le nocciole.Togliere, delicatamente, i cestini dagli stampi e guarnirli al fondo con le cipolle, posare sopra il pezzetti di foie gras , e con le nocciole frantumate. Tenere in frigo fino al momento di servire img_5177

BUON ANNO 

Dolce o salato: cake pera, ricotta e arancia

Ogni settimana, il mio quotidiano manda in edicola il suo supplemento dedicato al pubblico femminile: la cosa di per sé urta il mio latente femminismo. D’acchitto penso sempre che i giornali non dedicano un supplemento al mondo ” maschile” e questo mi fa sentire una  lettrice di serie B, che va invogliata alla lettura,  dedicandole articoli leggeri, trucco , moda e cucina, intervallati  sapientemente da reportage più impegnati, così da introdurre un po’ di realtà nel mondo patinato delle star cui è dedicato il servizio centrale. Ma subito mi pento di questi pensieri così categorici. In fondo mi diverte sfogliare quelle pagine, mi solletica scoprire il segreto della crema che ridà alla pelle lo splendore della adolescenza o l’ultima novità in tema di super food ed anti ossidanti. E poi c’è la rubrica di cucina, con le sue magnifiche foto, gli spunti per nuovi abbinamenti o anche solo le recensioni dei ristoranti emergenti.E spesso quando trovo un piatto che mi incuriosisce, ritaglio la pagina e me la conservo, non si sa mai, potrei provare…La ricetta di oggi è derivata per l’appunto da un servizio sull’uso della frutta estiva in cucina. Tema affascinante ma stagionale, quindi quando mi sono decisa a replicarla ho fatto qualche cambiamento: ho sostituito la frutta estiva ( pesche) con le pere, dato che siamo in autunno, ho usato farina di riso, mischiata a a quella di farro, per diminuire il  glutine , ho inserito una nota agro dolce con l’aroma di arancia, ho optato per la ricotta, invece della  invece che un formaggio più deciso.Risultato : un plumcake dolce-salato semplice e pieno di gusto, da accompagnare con formaggi per uno spizioso antipasto . E’ così che ho fatto :

Ingredienti : gr. 100 di farina di riso e gr. 80 di farina di farro, una grande pera abate, 100 gr di ricotta, un cucchiaio di zucchero di canna, mezza bustina di lievito in polvere, 2 uova intere e due tuorli, semi misti, 1/ cucchiaino di noce moscata, un’arancia piccola, 100 ml di olio di oliva evo, sale e pepe, formaggio groviera originale 

Procedimento : 

  • Scaldare il forno a 180 gradi
  • Sbucciare la pera, tagliarla in piccoli dadi e aromatizzarla con la buccia grattuggiata dell’arancia. Quindi spremere il frutto ed irrorare la pera con il succoimg_5097
  • In una ciotola, lavorare accuratamente le uova ed i tuorli con l’olio, lo zucchero e la noce moscata. Quando il composto è leggermente gonfio, unire le farine setacciate , il lievito,  mescolare per amalgamare gli ingredienti. Alla fine aggiungere, sempre mescolando, la ricotta, poi i dadi di pera, poco sale e pepe.img_5100
  • Versare l’impasto in uno stampo rettangolare foderato con carta forno, guarnire con una manciata di semi la superfice del cake e porre in forno per 40-45 minuti. Provare la cottura con uno stecco, che deve uscire asciutto.
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  • Fare raffreddare e servire con il formaggio
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Za’atar: una fantastica miscela di aromi per una insalata speciale

Fine di un incubo: sono tornata in possesso della mia linea Internet! Forse può sembrare solo un fastidioso contrattempo, poca cosa per definirlo un incubo, ed io sono d’accordo. Però sfido chiunque a non sentirsi mentalmente esaurito dopo una settimana di continue chiamate al call center, conversazioni che ad un certo punto hanno avuto un andamento surreale, vuoi per difetto di preparazione tecnica di base da parte mia, che mi impediva di capire tutti i termini tecnici che mi venivano snocciolati dagli addetti, vuoi  per la stanchezza degli addetti al servizio, che forse stufi di avere a che fare con una imbranata, ad un certo punto hanno iniziato a giocare a ” ping-pong” indirizzandomi ora ad un servizio, ora ad un altro. La verità è che l’ho presa in criminale perché mi sono sentita isolata: di colpo niente più posta, niente contatti su FB, niente telefonate, niente post da fare, niente notizie, niente blog, niente ricerche o amene letture, e neanche musica o video. Il vuoto! Ho capito che non ero solo entrata in crisi di astinenza da web, in realtà mi sono sentita isolata, esclusa da una comunità, dal popolo dei navigatori. Il web, nel bene o nel male, ha creato un universo senza confini di cui mi sento cittadina, un mondo composto da ” finestre” sempre aperte, da porte che si aprono e si chiudono con un clic, ha creato informazione e divertimento,  invaso le nostre vite private ed al tempo stesso allargato il nostro sguardo. Non so dove ci porterà…ma sono contenta di stare dentro questa rete! Oggi finalmente ritorno operativo e metto sul blog lo Za’atar, un condimento della cucina libanese, facilissimo da preparare. Profumato ed aromatico accompagna insalate e verdure cotte o crude , come per esempio in questa insalata:
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Per un vasetto  occorrono: :

  • 2 cucchiai di timo essicato
  • 2 cucchiai di origano essiccato
  • 1 cucchiaio di cumino in polvere 
  • la scorza di un limone essiccata o 1 cucchiaio di sommacco 
  • 4 cucchiai di sesamo
  • 1 cucchiaino di sale marino 
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Preparazione :

  • tostare il sesamo a fuoco medio  in una padella ampia, girandolo spesso fino a che non diventa dorato. Bastano pochi minuti. Lasciarlo intiepidire ed unire al sesamo le erbe essiccate, la scorza di limone ed il sale. Porre la miscela in un macinino ( io uso quello elettrico ) oppure in un mortaio fino ad ottenere una polvere non molto fine: resterà una consistenza granulosa

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Ecco pronta la miscela
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è ottima per condire insalate, verdure, cereali cotti, o legumi. Io infatti l’utilizzata per questa semplicissima insalata, composta da verdura cruda . Ho scelto due verdure di cui si fa largo uso nella cucina mediorientale la barbabietola ed il topinambur, un tubero, dal sapore simile al carciofo, molto fresco, che viene, non a caso, chiamato anche carciofo di Gerusalemme. L’abbinamento è una sorpresa per il suo gusto fresco, ma ancor di più sorprende il sapore a crudo della barbabietola, che così proposta è dolce ma meno stucchevole che cotta.  E poi così l’insalata si fa in un attimo

Ingredienti: per 4 porzioni :

  • una barbabietola cruda,  
  • tre piccoli topinambur ,
  • il succo di un limone,
  • sale e pepe
  •  una arancia 

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Lavare e sbucciare le verdure e grattuggiarle non troppo finemente. Io ho ridotto il topinambur in fettine e la barbabietola in bastoncini, utilizzando il mio robot da cucina. Ma si ottiene un buon risultato anche a mano  con la grattugia per verdure.

Porre le verdure in un piatto ed irrorarle con una emulsione di succo di limone, olio sale e pepe ed un bel cucchiaio di za’atar. In ultimo aggiungere degli spicchi di arancia. E poi, un’ulteriore spolverata per decorare il piatto, da tenere al fresco fino al momento di servirlo :

 

Tortini al doppio salmone: sta arrivando Natale

Cucù! Di nuovo a casa, appena in tempo per rendermi conto che sta arrivando Natale. Non è che soffra di amnesia, lo so che è dicembre, so anche che giorno è, ma appena arrivata ho avuto un milione di cose da fare in casa, come spostare mobili, sgomberare stanze, svuotare librerie, ho ripreso il mio tran-tran con gli operai. Così solo stamattina mi sono resa conto che sono in ritardo in tutto: non ho deciso per i regali, nè ho pensato al menù delle feste e, per la verità, non so neanche a quale tavola mi siederò e quale albero guarderò, data la quasi inagibilità del mio appartamento. Ma oggi, facendo la spesa, ho realizzato che la festa si avvicina: al supermercato le piramidi di panettoni e pandoro, che prima campeggiavano,  si sono rimpicciolite, i ciccolattini scarseggiano e sopratutto i banconi sono stracolmi di salumi pregiati e di salmone. E’ il segno inequivocabile che è cominciata la grande danza, si va velocemente al ” via” per le grandi abbuffate…Io, poi, se vedo il salmone non resisto, mi piace moltissimo e così ho fatto scorta di quello affumicato ed anche di quello conservato. Una volta a casa, mi sono data una scossa ed ho deciso di preparare questi tortini ” al doppio salmone”, un antipasto semplicissimo da fare, che si può preparare in anticipo.Infatti, i tortini si conservano bene, se chiusi in un sottovuoto o un sacchetto di plastica, in frigo per due giorni. Per gustarli, basta dare loro una riscaldatina leggera ed appena tiepidi portarli in tavola, magari accompagnati da una bella salsina, anche  solo del formaggio morbido lavorato con un goccio d’olio oppure la mia velocissima  finta maionese che troverete seguendo il link ( Finta Maionese  ) IMG_3352

Ingredienti: per circa 18 tortini : gr. 300 di farina a scelta ( io ho miscelato tre farine senza glutine: quinoa, riso e grano saraceno in proporzioni eguali), 50 gr di parmigiano grattugiato, un vasetto di yogurt intero, 4 uova, olio di semi di girasole, latte, una scatola di salmone al naturale, circa 100 gr, salmone affumicato circa 100 gr, gr 40 di pistacchi non salati, pepe e sale.

Preparazione:  riscaldare il forno per portarlo a 150/170 gradi; in una grande ciotola, miscelare le farine, il parmigiano, e le uova, già battute come per frittata. Sbattere il tutto con una forchetta o con le fruste, anche elettriche, e aggiungere un vasetto di yogurt bianco. Usando lo stesso vasetto, riempirlo a metà di olio e versarlo sull’impasto, continuando a sbattere. Unire il salmone affumicato tagliato a strisce, quello in scatola, dopo averlo spezzettato, ed i pistacchi. In ultimo, quando il composto è amalgamato sciogliere una bustina di lievito per torte salate in un poco di latte tiepido ( ne bastano due dita) ed  versarlo nella ciotola mescolando bene. Distribuire la pasta in piccoli stampi, come quelli da plumcake o simili e lasciare cuocere 20-25 minuti. E’ bene sorvegliare la cottura e provarla con uno stecchino, infilato nella pasta: se esce asciutto i tortini sono pronti. Lasciarli raffreddare in forno spento per altri 10 minuti e poi sfornare.

Eccoli qui tutti insieme IMG_3348

I pistacchi non si vedono, non sono granché come fotografa, ma al gusto si sentono IMG_3351

Arista di maiale e tortine salate di zucca: come ti cucino anche il wireless

Buongiorno Brussels! Insomma, non è proprio la giornata migliore ! Piove, fuori c’è il gelo ed io mi ritrovo a scrivere, seduta sui freddi gradini di pietra di una piccola scala, che collega il soggiorno alla camera da letto, nel minusculo  appartamentino  che ho preso in affitto! Qualcuno penserà ” così piccolo tanto che non c’è neanche lo spazio per una sedia ed un tavolo?” Non è per questo che sono accucciata in modo tanto precario: il fatto è che sono vittima della tecnologia, anzi per essere precisa, sono stata schiavizzata dalla ” stazione Wireless”, che funziona solo, se mi metto con il computer accanto a” lei,” con lo schermo rivolto verso i suoi led lampeggianti. Altrimenti, le tacche del collegamento spariscono e tutto è fermo! In effetti, il padrone di casa, nel darmi la password, aveva mimato la direzione da seguire, mettendo le braccia in avanti, in diagonale verso la scaletta, con le dita ben dritte, in direzione della ” maledetta scatolina nera”, ma io ho attribuito il suo atteggiamento alla mia scarsa domestichezza con il francese ed ho pensato”che gentile , usa i gesti  per essere più chiaro!”. Invece , era un diktat categorico : o ti metti così o niente! Comunque, prova e riprova, sono riuscita a collegarmi ed anche, dopo ben tre o quattro cadute del collegamento e conseguente arrabbiatura per la perdita dei dati inseriti e non salvati, sono riuscita a debellare la riottosa scatola. E’ stato semplicissimo, non so perché non ci avevo pensato prima. Come ho fatto? Non ho consultato la guida della Apple, né ho cercato su Google, né sono andata su Wikihow, ma a male nuovo, rimedio antico: ho staccato la spina della maledetta scatola, l’ho resettata a  modo mio, intuendo che era stanca, forse sovraccarica di apparecchi attaccati alla sua linea, esausta, come lo ero io di perdere il mio tempo appresso a lei.  La connessione, dopo la pausa, è ritornata: in fondo anche la tecnologia ha un’anima, dei bisogni, delle esigenze ed io le ho intuite e rispettate! Sono molto orgogliosa di come ho superato il mio gap informatico, ma siccome sono convinta che il lupo perde il pelo e non il vizio  mi affretto a finire il post, perchè si stanno manifestando piccole avvisaglie di caduta del wireless e rischio di non potere pubblicare in tempo per il Brunch  di Domenica. Invece tengo molto a questa menù, che è facile da realizzare e ha il vantaggio che si può realizzare in anticipo, così da goderselo con calma anche un giorno prima del giorno festivo. Sempre che il wireless mi dia il permesso! PS: c’è l’ho fatta, la scatola ha continuato ” ingrata ” a fare le bizze, ma alla fine me la sono cucinata a forza di ” attacca e stacca la presa”…Buon appetito ! 

 Ingredienti :

per l’arista : un kg di arista di maiale, origano, timo , rosmarino e salvia secchi o freschi, due cucchiai di olio d’oliva, una cipolla rossa grande e mezzo bicchiere di vino rosso, sale e pepe

Per 6 muffins : gr 150 di zucca arrostita, gr.120 di farina di mandorle, un cucchiaino di cannella in polvere, un chiodo di garofano macinato o pestato, un cucchiaino di noce moscata in polvere, sale e pepe, 3 uova, un cucchiaino di lievito ( circa gr 5 ), mandorle in scaglie per decorareIMG_1766

Ps: se non avete la  zucca arrostita,  che d’altra parte io ho utilizzato perchè mi era rimasta da una precedente ricetta , potete usare della  zucca cruda, sbucciata e grattugiata come si fa per le carote, in sottile julienne: si cuocerà insieme all’impasto.

Preparazione dei muffins: preriscaldare il forno a 170°;  nel frattempo, nel mixer, usando le pale per impastare, miscelare la farina, le spezie ed il lievito, aggiungere miscelando le uova, una alla volta, il sale ed il pepe. In ultimo, unire i dadi di zucca cotta e azionare il tasto intermittente per un minuto, in modo che sia tutto amalgamato.IMG_1767

Versare l’impasto negli stampi da muffins, spolverare la superficie con le mandorle in scaglia e porre in forno caldo per 35-45 minuti. Provare la cottura con il sistema dello stecchino. Quindi lasciare raffreddare i muffins in forno per 10 minuti e poi estrarli dagli stampi.

Per l’arista:

Preparazione : Lasciare il forno acceso  a 150 gradi . Nel frattempo, tagliare a fettine la cipolla rossaIMG_1763

Massaggiare l’arista con le mani unte di olio, spargere sopra sale e pepe e passarla sulle erbe, ben tritare, poste su un piatto capiente. Rotorlare il tocco di carne pressandolo con le mani, in modo che venga ricoperto uniformemente.IMG_1761

In una larga padella scaldare l’olio e rosolare l’arista da ogni lato, per uno o due minuti, così che diventi dorata e si formi un poco di crosticina.IMG_1765

A questo punto, sul fondo di un tegame che vada in forno distribuire la cipolla, appoggiare sopra la carne, irrorare con il vino, chiudere con un coperchio o se non sia ha, con carta metaliizata, infornare per circa 1 ora, irrorando ogni tanto con il vino

 Io ho messo sul fondo dello slow cooker gli ingredienti ed ho cotto il tutto per sei ore a temperatura bassaIMG_1435A cottura ultimata, lasciare intiepidire il tocco di carne  e poi tagliare a fette. Servire il tutto tiepido ma va bene anche se carne e tortine sono freddeIMG_1772

 

Brunch! E’ Sabato: pane gluten-free, crema di ricotta, menta e paprika e finte uova!

Ieri mi sono svegliata un’ora dopo il mio solito e meno ero “ grillo” del solito! Per grillo non intendo dire che la mattina indosso una tutina verde e la cuffietta con due antenne in cima, ma che è mia abitudine scattare, farmi il caffè, iniziare la giornata ad un ritmo sostenuto, relativamente veloce: facendo un paragone con i dischi in vinile, se qualcuno se ne ricorda, la mattina vado a 33 giri ! Ieri ero a 78 giri e tutto è andato al rallentatore, ad efficienza zero, con movimenti da tartaruga, del tipo che ho guardato per lunghi minuti la mia macchina del caffè, senza accenderla, come se sperassi che lo facesse da sola, e poi ho “vagato “ su internet, senza aprire subito la posta, come faccio d’abitudine, ma ciondolando da un sito all’altro e finendo pure ad ascoltare una trasmissione su un podcast americano. Si  parlava di alimentazione e colazione, ma io  ho capito solo il titolo e poi è stato il buio più assoluto, eccetto che per due o tre ok, alcuni well e numerosi how are you doing sparsi qua e là nel corso della conversazione tra intervistatore ed intervistato.

Ancora un po’ depressa per il mio livello di comprensione dell’inglese, mi è venuta voglia di pane, quello nero, bello denso, profumato. E così l’ho fatto io, in casa! Ho pensato che non c’era niente di meglio, per superarare la mia pigrizia mattutina, di fare colazione con pane caldo. E così è andata: ho impastato, cotto ed aspettato che le mie pagnottine si raffreddassero appena. Poi, mi sono preparata la colazione: ma era tardi, quasi mezzogiorno! “Ok, faccio come gli americani il sabato! Faccio il Brunch e poi lo metto sul sito domani! Soda Bread di grano saraceno , quindi gluten-free, crema di ricotta, menta e paprica e finte uova di mozzarella!

Ingredienti per il pane : farina di risogr.200 e 300 gr di farina di grano saraceno ( oppure 500 di farina di grano), 150 gr di yogurt naturale, una lattina di birra scura irlandese da 33 cl ,un cucchino di sale, due cucchiani di sciroppo di acero oppure un cucchiaio di zucchero di canna, 2 cucchiaini di bicarbonato, ( che è l’unico agente lievitante che si usa), 1 cucchiaino raso di sale finoIMG_1660-1

Preparazione
. Accendere il forno a 180° e foderare con carta forno una teglia rettangolare. Mettere in una ciotola le farine (meglio se setacciare quella di grano), unire lo zucchero o lo sciroppo, il sale e il bicarbonato setacciato e mescolare benissimo, cercando di incorporare più aria possibile con movimenti ampi. Se si ha, usare lo sbattitore con le fruste a nastro. IMG_1661_2

Diluire lo yogurt con la birra e versarlo nella ciotola con gli ingredienti “asciutti”. Mescolare con un cucchiaio, con movimenti dal basso verso l’alto che serviranno ad incamerare più aria possibile; è bene non lavorare troppo a lungo (perché il bicarbonato inizia ad agire appena entra in contatto con lo yogurt), basta che la farina sia bene incorporata nell’impasto, che dev’essere appiccicoso ma non troppo molle (tanto per intenderci: più sodo di quello di una torta, più molle di quello del pane). Se è troppo fluida aggiungere alla pasta , aggiungere qualche cucchiaio di farina di riso, perchè il grano saraceno non addensa Rovesciare l’impasto in uno stampo e livellarlo senza troppa precisione; se si vuole con un coltello fare un’incisione nel senso della lunghezza e infornare. Io ho scelto piccoli stampi ed ho dimenticato di fare il taglio: ma è andato tutto bene lo stesso!

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Cuocere i panini piccoli per 20 minuti e quelli più grandi per 30; comunque provare la cottura infilando la punta di uno stecchino dentro : deve essere asciutta. A questo punto, il pane va tolto dallo stampo e rimesso 10 minuti nel forno, direttamente sulla piastra: questo riposo in forno caldo fa asciugare il fondo delle pagnotte. Sfornare, lasciare intiepidire 5 minuti e servire IMG_1666_5

Mentre il pane era in forno, ho guardato dentro il frigo, ed ho preparato il companatico:

La crema : lavorare 80 gr di ricotta con un una forchetta, aiutandosi con un dito di latte, finchè non si ha una crema: aggiungere menta tritata e un bel pizzico di paprica.

Le uova: che brunch è senza le uova? Ma io non è ho! Però ho rimediato così:

Ho tagliato delle fettine tonde da un pomodoro, ho poggiato sopra mezze mozzarelle di bufala, ho sparso sopra del pepe macinato fresco e ho condite le uova con un filo di aceto balsamico!

Finalmente è tutto pronto! Non è appetitoso questo vassoio ?IMG_1705_6